sabato 4 luglio 2026

DOMENICA V DI MATTEO - 05/07/2026 - Sant'Atanasio dell'Athos

 Domenica V di MATTEO


            Sant' Atanasio dell' Athos

Apolytikion  

La vita nella carne, le schiere angeliche rimasero stupite da te, come con un corpo, in conflitti invisibili, entrasti con tutta gloria, e feristi, le falangi dei demoni; perciò, Atanasio, Cristo ti ricompensò, con ricchi doni; per mezzo del Padre, intercedi presso Cristo Dio, affinché le nostre anime siano salvate.


Kontakion

Come eccellente pensatore di essenze immateriali, e oratore pratico più veritiero, noi, tuo gregge, ti lodiamo, e gridiamo, Non cessare di implorare il Signore, per essere liberati dalle tentazioni e dalle circostanze, gridando a te, Gioisci, Padre, Atanasio.

Lettura della domenica

05/07/2026

Apostolo

Galati 5,22-2 - 6, 1-2 


Ma il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà,  mansuetudine, autocontrollo; contro queste cose non c'è legge.  Quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri.  Se viviamo per lo Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito.  Non siamo vanagloriosi, non provochiamoci a vicenda, non invidiamoci gli uni gli altri.. 1-
Fratelli, se uno viene sorpreso in qualche fallo, voi che siete spirituali, rialzatelo nello spirito, affinché anche voi non siate tentati.  Portate i pesi gli uni degli altri e adempirete così la legge di Cristo.

Vangelo

Matteo 8, 28-34 ,  9,1

 Giunto all'altra riva, nel paese dei Gergeseni, gli vennero incontro due indemoniati, usciti dai sepolcri, così feroci che non poterono passare per quella strada.  Ed ecco, gridavano: «Che c'è tra noi e te, Gesù, Figlio di Dio? Sei venuto qui prima del tempo a tormentarci?».  Ora, a una certa distanza da loro, pascolava una grande mandria di porci.  E i demoni lo supplicarono, dicendo: «Se ci scacci, permettici di andare nella mandria di porci».  Ed egli disse loro: «Andate». Ed essi uscirono ed entrarono nella mandria di porci; ed ecco, tutta la mandria di porci si precipitò giù per il dirupo nel mare e perì nelle acque.  E quelli che li nutrivano fuggirono e si diressero verso la città, e raccontarono ogni cosa, e anche come stava con gli indemoniati.  Ed ecco, tutta la città uscì incontro a Gesù; e quando lo videro, lo pregarono di andarsene dal loro territorio.
 Poi salì su una nave, attraversò il mare e giunse nella sua città.

  

sabato 27 giugno 2026

28/06/2026 - Domenica VI di Matteo - Ritrovamento Sante reliquie dei santi Ciro e Giovanni

                              Domenica VI di Matteo



Sante reliquie dei santi Ciro e Giovanni
                                                                
Lettura della Domenica
28 Giugno 2026

Apostolo 
Romani 6, 18-23

Fratelli ......, liberati dal peccato, siete diventati schiavi della giustizia.  Parlo in termini umani a causa della debolezza della vostra carne. Infatti, come avete offerto le vostre membra come schiave all'impurità e all'iniquità per l'iniquità, così ora offrite le vostre membra come schiave alla giustizia per la santificazione.  Quando eravate schiavi del peccato, eravate liberi dalla giustizia.  Quale frutto dunque avete tratto da quelle cose di cui ora vi vergognate? La fine di quelle cose è la morte.  Ma ora, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, avete come frutto la santificazione e come fine la vita eterna.  Perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore.


 Vangelo
Mt 8, 5-13

Giunto a Cafarnao, gli si avvicinò un centurione, supplicandolo e dicendo: Signore, mio ​​figlio giace a casa paralizzato, tormentato da gravi sofferenze. Gesù gli disse: «Verrò e lo guarirò».  Il centurione rispose: «Signore, non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; ma di' soltanto una parola e mio figlio sarà guarito.  Io infatti sono un uomo sottoposto all'autorità e ho soldati ai miei ordini; dico a questo: "Va'", ed egli va; a un altro: "Vieni", ed egli viene; e al mio servo: "Fa' questo", ed egli lo fa».  Udito ciò, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità vi dico: non ho trovato una fede simile neanche in Israele».  E io vi dico che molti verranno da oriente e da occidente e siederanno a tavola con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli;  ma i figli del regno saranno gettati fuori nelle tenebre di fuori; là sarà pianto e stridore di denti.  E Gesù disse al centurione: Va', e come hai creduto, ti sia fatto. E suo figlio fu guarito da quell'ora.

sabato 20 giugno 2026

21/06/2026 - DOMENICA III di MATTEO - San GIULIANO MARTIRE

                             Domenica III di Matteo



San Giuliano martire



                                                                


Lettura della Domenica
21 Giugno 2026


Apostolo
Rm 5, 1-11

Fratelli, giustificàti per la fede, abbiamo pace con Dio per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo. Grazie a lui abbiamo avuto nella fede l’accesso a questa grazia nella quale ci troviamo e ci gloriamo, nella speranza della gloria di Dio. Non solo: ci gloriamo perfino nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una fedeltà a tutta prova, la fedeltà provata la speranza. La speranza poi non delude, poiché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito santo che ci è stato dato. Inoltre, infatti, quando eravamo ancora infermi, al tempo stabilito Cristo morì per gli empi. Ora, è difficile che qualcuno sia disposto a morire per un giusto; per un buono forse uno osa anche morire. Ma Dio dimostra il suo amore per noi perché, essendo ancora peccatori, Cristo morì per noi. A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. Se infatti, da nemici, siamo stati riconciliati con Dio in virtù della morte del Figlio suo, quanto più, da riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.
 Vangelo
Mt 6, 22-33

 Il Signore ha detto: "Lampada del corpo è l'occhio; se dunque il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanta tenebra! Nessuno può servire due padroni: o odierà uno e amerà l'altro, o si attaccherà a uno e disprezzerà l'altro: non potete servire a Dio e a mamonà. Perciò vi dico: non affannatevi per la vostra vita, cosa mangiare o cosa bere, e neanche per il vostro corpo, cosa indossare; la vita non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Voi non contate più di loro? E chi di voi, per quanto si affanni, può aggiungere un solo cubito alla sua statura? E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata nel forno, quanto più voi, gente di poca fede! Non affannatevi dunque dicendo: Che mangiamo? Che beviamo? Che indossiamo? Tutte queste cose le cercano i gentili; il Padre vostro celeste infatti sa che avete bisogno di tutte queste cose. Cercate invece prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno messe davanti".

sabato 13 giugno 2026

14/06/2026 - DOMENICA II di MATTEO - Profeta Eliseo

                     DOMENICA II di MATTEO 




                          
                        Profeta Eliseo


LETTURA DELLA DOMENICA 

14 GIUGNO 2026


Apostolo

Rm 2, 10-16

Fratelli...., gloria e onore e pace a chiunque operi il bene, sia Giudeo in primo luogo che Greco: presso Dio, infatti, non c’è preferenza di persona. Quelli che senza la Legge hanno peccato, moriranno senza legge; quelli nella Legge che hanno peccato, saranno giudicati per mezzo della legge. Giusti davanti a Dio non sono quelli che ascoltano la Legge: sarà giustificato chi opera la legge. Infatti, quando i Gentili che non hanno la Legge fanno secondo natura le opere della Legge, essi che non hanno la Legge sono legge a se stessi. Essi dimostrano che l’opera della Legge è scritta nei loro cuori, dato che la loro coscienza rende testimonianza e i loro ragionamenti si accusano o si difendono tra di loro nel giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini secondo il mio vangelo, per mezzo di Cristo Gesù.

Vangelo 

Mt 4, 18-23

In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone detto Pietro e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare; erano infatti pescatori. Disse loro: "Seguitemi, e vi farò pescatori di uomini." Ed essi subito, abbandonate le reti, lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello, che insieme con Zebedeo, loro padre, aggiustavano le loro reti nella barca; e li chiamò. Ed essi subito, lasciata la barca e il padre, lo seguirono. E Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del regno e guarendo ogni sorta di malattia e di infermità nel popolo.


sabato 6 giugno 2026

Domenica I di Matteo 07/06/2026 - Giorno di tutti i Santi

           Domenica I di Matteo


Giorno di  tutti i Santi  



APOLITIKION

 La casa  di  tutti  i  santi è  santissima,  il  cielo  risplende  come nessun altro, sereno, avendo in mezzo Cristo, splendente   come il sole, la Vergine Maria, la luna piena, e in cerchio come stelle, i cori di tutti i santi, sempre intercedendo per la nostra salvezza.


Lettura della Domenica
07/06/2026

Apostolo
Eb 11, 33-40 - 12,  1-2

 Fratelli, tutti i santi per mezzo della fede hanno conquistato regni, hanno esercitato la giustizia, hanno conseguito le promesse, hanno chiuso le fauci dei leoni, hanno spento la violenza del fuoco, sono sfuggiti al taglio della spada, sono stati rinvigoriti dalla malattia, sono diventati forti in guerra, hanno messo in fuga le schiere degli stranieri, alcune donne riebbero per risurrezione i loro morti. Altri invece furono torturati, non accettando la liberazione loro offerta, per ottenere una risurrezione migliore. Altri subirono scherni e flagelli, catene e prigionia. Furono lapidati, torturati, segati, furono uccisi di spada, vagarono coperti di pelli di pecore e capre, bisognosi, tribolati, maltrattati –di loro il mondo non era degno!- errando nei deserti e sui monti, tra le grotte e le spelonche della terra. Tutti questi, pur avendo ricevuto per la loro fede una buona testimonianza, non conseguirono la promessa, avendo Dio predisposto qualcosa di meglio per noi, perché non ottenessero la perfezione senza di noi. Anche noi dunque, circondati da un così gran numero di testimoni, deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci intralcia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede. 


                               
ΙΕΡΕΑΣ ΤΗΣ ΑΝΑΤΟΛΙΚΗΣ ΕΚΚΛΗΣΙΑΣ: Κυριακή Α΄του Ματθαίου ή των ...


Vangelo

   Matteo 10, 32-33, 37-38 e 19, 27-30
Il Signore ha detto ai suoi discepoli: “Chi mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli. Chi ama il padre o la madre più di me non è  degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me;
chi non prende la sua croce e mi segue, non è degno di me”. Allora Pietro prendendo la parola disse: “Ecco, noi abbiamo abbandonato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne otterremo?” E Gesù disse loro: “In verità vi dico: voi che mi avete seguito, nella nuova creazione, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù di Israele. E chi ha lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o moglie, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi”.


sabato 30 maggio 2026

Domenica di Pentecoste - 31/05/2026

                            
              Domenica di Pentecoste





LETTURA DELLA DOMENICA

31/05/2026

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Apolitikion

Benedetto sei tu, Cristo Dio nostro, che sapientissimi hai reso i pescatori, mandando loro lo Spirito Santo e per mezzo loro hai pescato l’universo. Amico degli uomini, gloria a te.



Kontakion

Quando discese a confondere le lingue, l’Altissimo divise le genti; quando distribuì le lingue di fuoco convocò tutti all’unità. E noi glorifichiamo ad una sola voce lo Spirito Santissimo. 

Ikos

 Dà conforto pronto e stabile, o Gesù, ai tuoi servi quando i nostri spiriti sono prostrati; dalle anime nostre non separarti nelle tribolazioni; dai nostri cuori nelle avversità non allontanarti, ma previenici sempre; avvicinati a noi, avvicinati, tu che sei ovunque; come stavi sempre coi tuoi apostoli, così unisciti anche a quelli che ti amano, o misericordioso, affinché, uniti a te, celebriamo e glorifichiamo lo Spirito tuo santissimo.

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Apostolo

 At 2, 1-11

Al compiersi del giorno della Pentecoste, tutti gli apostoli erano insieme nello stesso luogo. D’improvviso ci fu dal cielo un suono, come l’irrompere di un soffio violento, che riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro. Tutti furono ripieni di Spirito santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi. Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei e uomini devoti da tutte le nazioni che sono sotto il cielo. Al prodursi di quella voce, si radunò una gran folla, turbata perché ognuno li udiva parlare nella propria lingua. Fuori di sé per la meraviglia, dicevano: “Tutti costoro che parlano non sono Galilei? Come mai ciascuno di noi li ode parlare nella propria lingua nativa? Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadocia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle regioni della Libia presso Cirene, Romani residenti, Giudei e proseliti, Cretesi e Arabi, li sentiamo parlare nelle nostre lingue della grandezza di Dio?” 




Vangelo 

Gv 7, 37- 8, 12

 Nell’ultimo giorno, quello della grande festa, Gesù levatosi in piedi esclamò ad alta voce: “Se qualcuno ha sete venga a me e beva, chi crede in me; come ha detto la Scrittura: fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo grembo”. Questo egli disse dello Spirito che i credenti in lui stavano per ricevere: infatti non c’era ancora lo Spirito Santo, perché Gesù non era stato ancora glorificato. All’udire queste parole, alcuni tra la folla dicevano: “Questi è davvero il profeta!”; altri dicevano: “Questi è il Cristo!”; altri invece dicevano: “Ma il Cristo viene dalla Galilea? Non ha detto la Scrittura che il Cristo viene dal seme di Davide?” E ci fu dissenso tra la folla a causa di lui. Alcuni di loro volevano prenderlo, ma nessuno gli mise le mani addosso. Le guardie tornarono allora dai sommi sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: ”Perché non lo avete condotto?” Risposero le guardie: “Mai un uomo ha parlato così!” Ma i farisei replicarono loro: “Anche voi siete stati ingannati? Gli ha creduto qualcuno fra i capi o fra i farisei? Ma questa folla che non conosce la Legge, è maledetta!” Nicodemo, uno di loro, che era andato da Gesù di notte, disse loro: “La nostra legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere cosa fa?” Gli risposero: “Sei forse anche tu della Galilea? Studia e vedi che non sorge profeta dalla Galilea!” E Gesù parlava di nuovo, dicendo: “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita”.

sabato 23 maggio 2026

VII Domenica dopo Pasqua dei Padri del I Concilio Ecumenico (di Nicea)

  VII Domenica dopo Pasqua 


dei Padri del I Concilio Ecumenico

(di Nicea) 




Ορθόδοξος Συναξαριστής :: Αγίων Τριακοσίων δέκα οκτώ (318) Πατέρων ...





Lettura della Domenica

24/05/2026

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Apostolo 

2 Cor 4, 6-15

Fratelli .....quando siamo tribolati, è per la vostra consolazione e salvezza; quando siamo confortati, è per la vostra consolazione, la quale si dimostra nel sopportare con forza le medesime sofferenze che anche noi sopportiamo.  La nostra speranza nei vostri riguardi è ben salda, convinti che come siete partecipi delle sofferenze così lo siete anche della consolazione.
 Non vogliamo infatti che ignoriate, fratelli, come la tribolazione che ci è capitata in Asia ci ha colpiti oltre misura, al di là delle nostre forze, sì da dubitare anche della vita.  Abbiamo addirittura ricevuto su di noi la sentenza di morte per imparare a non riporre fiducia in noi stessi, ma nel Dio che risuscita i morti.  Da quella morte però egli ci ha liberato e ci libererà, per la speranza che abbiamo riposto in lui, che ci libererà ancora,  grazie alla vostra cooperazione nella preghiera per noi, affinché per il favore divino ottenutoci da molte persone, siano rese grazie per noi da parte di molti.
 Questo infatti è il nostro vanto: la testimonianza della coscienza di esserci comportati nel mondo, e particolarmente verso di voi, con la santità e sincerità che vengono da Dio.  Non vi scriviamo in maniera diversa da quello che potete leggere o comprendere; spero che comprenderete sino alla fine,  come ci avete già compresi in parte, che noi siamo il vostro vanto, come voi sarete il nostro, nel giorno del Signore nostro Gesù.
 Con questa convinzione avevo deciso in un primo tempo di venire da voi, perché riceveste una seconda grazia,  e da voi passare in Macedonia, per ritornare nuovamente dalla Macedonia in mezzo a voi ed avere da voi il commiato per la Giudea.

                            

Vangelo

Gv 9, 1-38


 Passando vide un uomo, che era cieco fin dalla nascita.  I suoi discepoli lo interrogarono, dicendo: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?»  Gesù rispose: «Né lui ha peccato, né i suoi genitori; ma è così, affinché le opere di Dio siano manifestate in lui.  Bisogna che io compia le opere di colui che mi ha mandato mentre è giorno; la notte viene in cui nessuno può operare.  Mentre sono nel mondo, io sono la luce del mondo».
Detto questo, sputò in terra, fece del fango con la saliva, gli spalmò il fango sugli occhi,  e gli disse: «Va', làvati nella vasca di Siloe» (che significa «mandato»). Egli dunque andò, si lavò, e tornò che ci vedeva.  Perciò i vicini e quelli che l'avevano visto prima, perché era mendicante, dicevano: «Non è questo colui che stava seduto a chieder l'elemosina?»  Alcuni dicevano: «È lui». Altri dicevano: «No, ma gli somiglia». Egli diceva: «Sono io».  Allora essi gli domandarono: «Com'è che ti sono stati aperti gli occhi?»  Egli rispose: «Quell'uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, me ne ha spalmato gli occhi e mi ha detto: "Va' a Siloe e làvati". Io quindi sono andato, mi sono lavato e ho ricuperato la vista».  Ed essi gli dissero: «Dov'è costui?» Egli rispose: «Non so». Condussero dai farisei colui che era stato cieco.  Or era in giorno di sabato che Gesù aveva fatto il fango e gli aveva aperto gli occhi.  I farisei dunque gli domandarono di nuovo come egli avesse ricuperato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo».  Perciò alcuni dei farisei dicevano: «Quest'uomo non è da Dio perché non osserva il sabato». Ma altri dicevano: «Come può un uomo peccatore compiere tali segni miracolosi?» E vi era disaccordo tra di loro.  Essi dunque dissero di nuovo al cieco: «Tu, che dici di lui, poiché ti ha aperto gli occhi?» Egli rispose: «È un profeta». I Giudei però non credettero che lui fosse stato cieco e avesse ricuperato la vista, finché non ebbero chiamato i genitori di colui che aveva ricuperato la vista,  e li ebbero interrogati così: «È questo vostro figlio che dite essere nato cieco? Com'è dunque che ora ci vede?»  I suoi genitori allora risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco;  ma come ora ci veda, non lo sappiamo, né sappiamo chi gli abbia aperto gli occhi; domandatelo a lui; egli è adulto, parlerà lui di sé».  Questo dissero i suoi genitori perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che se uno avesse riconosciuto Gesù come Cristo, sarebbe stato espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Egli è adulto, domandatelo a lui».
 Essi dunque chiamarono per la seconda volta l'uomo che era stato cieco, e gli dissero: «Da' gloria a Dio! Noi sappiamo che quest'uomo è un peccatore».  Egli dunque rispose: «Se egli sia un peccatore, non lo so; una cosa so, che ero cieco e ora ci vedo».  Essi allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti aprì gli occhi?»  Egli rispose loro: «Ve l'ho già detto e voi non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare suoi discepoli anche voi?»  Essi lo insultarono e dissero: «Tu sei discepolo di costui! Noi siamo discepoli di Mosè.  Noi sappiamo che a Mosè Dio ha parlato; ma in quanto a costui, non sappiamo di dove sia».  L'uomo rispose loro: «Questo poi è strano: che voi non sappiate di dove sia; eppure mi ha aperto gli occhi!  Si sa che Dio non esaudisce i peccatori; ma se uno è pio e fa la volontà di Dio, egli lo esaudisce.  Da che mondo è mondo non si è mai udito che uno abbia aperto gli occhi a uno nato cieco.  Se quest'uomo non fosse da Dio, non potrebbe fare nulla».  Essi gli risposero: «Tu sei tutto quanto nato nel peccato e insegni a noi?» E lo cacciarono fuori Gesù udì che lo avevano cacciato fuori; e, trovatolo, gli disse: «Credi nel Figlio dell'uomo?»  Quegli rispose: «Chi è, Signore, perché io creda in lui?»  Gesù gli disse: «Tu l'hai già visto; è colui che ti sta parlando».  Egli disse: «Signore, io credo». E l'adorò.