sabato 25 luglio 2026

DOMENICA IIIV DI MATTEO - 26/07/2026 - Santa Parasceve martire

 DOMENICA IIIV DI MATTEO

            Santa  Parasceve martire

 Παρακλητικὸς Κανὼν καὶ Βίος τῆς Ἁγίας Παρασκευῆς. (Ακούστε ...


Lettura della Domenica
26 luglio 2026

Apostolo
Gal 3, 23 – 4,5

Fratelli, prima che venisse la fede, noi eravamo custoditi e rinchiusi sotto la Legge, in attesa della fede che doveva essere rivelata. Così la Legge è stata per noi un pedagogo verso Cristo, perché fossimo giustificati dalla fede. Sopraggiunta la fede, non siamo più sotto un pedagogo. Tutti voi infatti siete figli di Dio mediante la fede in Cristo Gesù, poiché quanti siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo. Non c’è Giudeo né Greco, non c’è schiavo né libero, non c’è uomo o donna: voi tutti siete uno, in Cristo Gesù. E se voi appartenete a Cristo, allora siete discendenza di Abramo, eredi secondo la promessa. Dico ancora: per tutto il tempo in cui l’erede è bambino, non è per nulla differente da uno schiavo; è padrone di tutto, ma è soggetto a tutori e amministratori, fino al termine stabilito dal padre. Così anche noi, quando eravamo bambini, eravamo schiavi degli elementi del mondo. Ma quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il Figlio suo, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, affinché ricevessimo l’adozione a figli. 



Vangelo 
Matteo 14, 14-22

 Uscendo,  vide una grande folla e ne ebbe compassione, e guarì i loro malati. 
 Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono dicendo: «Questo è un luogo
 deserto e l'ora è già passata; congeda la folla, perché vada nei villaggi a comprarsi del pane».  Ma Gesù disse loro: «Non c'è bisogno che se ne vadano; date loro voi da mangiare».  Ed essi gli dissero: «Qui non abbiamo che cinque pani e due pesci». 
 Ed egli disse: «Portatemeli qui».  Poi ordinò alla folla di sedersi sull'erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, li benedisse, li spezzò e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.  Tutti mangiarono e furono saziati; 
e raccolsero i pezzi avanzati dodici ceste piene.  Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.  E subito Gesù costrinse i suoi discepoli a salire sulla barca e ad andare prima di lui sull'altra riva, mentre egli congedava la folla.

sabato 11 luglio 2026

Domenica VI di Matteo -12 Luglio 2026 - San Paisio

 Domenica VI di Matteo


Lettura della Domenica
12 Luglop 2026

Apostolo

Apostolo
Tt 3, 8-15

Diletto figlio Tito, questa parola è degna di fede e perciò voglio che tu sia fermo su tali cose, affinché quelli che credono in Dio si sforzino di eccellere nelle opere buone. Ciò è bello e utile agli uomini. Evita invece sciocche controversie, le genealogie, le dispute e le polemiche intorno alla Legge, perché sono inutili e vane. Dopo un primo e un secondo ammonimento evita l’uomo fazioso: sai bene che tali persone sono fuori strada e continueranno a peccare, condannandosi da sé. Quando ti avrò mandato Artema o Tìchico, affrèttati a raggiungermi a Nicopoli, perché ho deciso di passare lì l’inverno. Provvedi con cura a Zena, il giurista, e ad Apollo, perché non manchi loro nulla. Imparino così anche i nostri a distinguersi nel fare il bene per le necessità urgenti, affinché non rimangano infruttuosi. Ti salutano tutti coloro che sono con me. Saluta quelli che ci amano nella fede. La grazia sia con tutti voi! Amin. 

Vangelo
Mt 5, 14-19

 Il Signore ha detto ai suoi discepoli: “Voi siete la luce del mondo; una città posta sopra un monte non può restare nascosta, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli. Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo segno dalla Legge, senza che tutto sia compiuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimo, e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli; chi invece li osserverà e insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli”.

sabato 4 luglio 2026

DOMENICA V DI MATTEO - 05/07/2026 - Sant'Atanasio dell'Athos

 Domenica V di MATTEO


            Sant' Atanasio dell' Athos

Apolytikion  

La vita nella carne, le schiere angeliche rimasero stupite da te, come con un corpo, in conflitti invisibili, entrasti con tutta gloria, e feristi, le falangi dei demoni; perciò, Atanasio, Cristo ti ricompensò, con ricchi doni; per mezzo del Padre, intercedi presso Cristo Dio, affinché le nostre anime siano salvate.


Kontakion

Come eccellente pensatore di essenze immateriali, e oratore pratico più veritiero, noi, tuo gregge, ti lodiamo, e gridiamo, Non cessare di implorare il Signore, per essere liberati dalle tentazioni e dalle circostanze, gridando a te, Gioisci, Padre, Atanasio.

Lettura della domenica

05/07/2026

Apostolo

Galati 5,22-2 - 6, 1-2 


Ma il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà,  mansuetudine, autocontrollo; contro queste cose non c'è legge.  Quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri.  Se viviamo per lo Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito.  Non siamo vanagloriosi, non provochiamoci a vicenda, non invidiamoci gli uni gli altri.. 1-
Fratelli, se uno viene sorpreso in qualche fallo, voi che siete spirituali, rialzatelo nello spirito, affinché anche voi non siate tentati.  Portate i pesi gli uni degli altri e adempirete così la legge di Cristo.

Vangelo

Matteo 8, 28-34 ,  9,1

 Giunto all'altra riva, nel paese dei Gergeseni, gli vennero incontro due indemoniati, usciti dai sepolcri, così feroci che non poterono passare per quella strada.  Ed ecco, gridavano: «Che c'è tra noi e te, Gesù, Figlio di Dio? Sei venuto qui prima del tempo a tormentarci?».  Ora, a una certa distanza da loro, pascolava una grande mandria di porci.  E i demoni lo supplicarono, dicendo: «Se ci scacci, permettici di andare nella mandria di porci».  Ed egli disse loro: «Andate». Ed essi uscirono ed entrarono nella mandria di porci; ed ecco, tutta la mandria di porci si precipitò giù per il dirupo nel mare e perì nelle acque.  E quelli che li nutrivano fuggirono e si diressero verso la città, e raccontarono ogni cosa, e anche come stava con gli indemoniati.  Ed ecco, tutta la città uscì incontro a Gesù; e quando lo videro, lo pregarono di andarsene dal loro territorio.
 Poi salì su una nave, attraversò il mare e giunse nella sua città.

  

sabato 27 giugno 2026

28/06/2026 - Domenica VI di Matteo - Ritrovamento Sante reliquie dei santi Ciro e Giovanni

                              Domenica VI di Matteo



Sante reliquie dei santi Ciro e Giovanni
                                                                
Lettura della Domenica
28 Giugno 2026

Apostolo 
Romani 6, 18-23

Fratelli ......, liberati dal peccato, siete diventati schiavi della giustizia.  Parlo in termini umani a causa della debolezza della vostra carne. Infatti, come avete offerto le vostre membra come schiave all'impurità e all'iniquità per l'iniquità, così ora offrite le vostre membra come schiave alla giustizia per la santificazione.  Quando eravate schiavi del peccato, eravate liberi dalla giustizia.  Quale frutto dunque avete tratto da quelle cose di cui ora vi vergognate? La fine di quelle cose è la morte.  Ma ora, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, avete come frutto la santificazione e come fine la vita eterna.  Perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore.


 Vangelo
Mt 8, 5-13

Giunto a Cafarnao, gli si avvicinò un centurione, supplicandolo e dicendo: Signore, mio ​​figlio giace a casa paralizzato, tormentato da gravi sofferenze. Gesù gli disse: «Verrò e lo guarirò».  Il centurione rispose: «Signore, non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; ma di' soltanto una parola e mio figlio sarà guarito.  Io infatti sono un uomo sottoposto all'autorità e ho soldati ai miei ordini; dico a questo: "Va'", ed egli va; a un altro: "Vieni", ed egli viene; e al mio servo: "Fa' questo", ed egli lo fa».  Udito ciò, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità vi dico: non ho trovato una fede simile neanche in Israele».  E io vi dico che molti verranno da oriente e da occidente e siederanno a tavola con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli;  ma i figli del regno saranno gettati fuori nelle tenebre di fuori; là sarà pianto e stridore di denti.  E Gesù disse al centurione: Va', e come hai creduto, ti sia fatto. E suo figlio fu guarito da quell'ora.

sabato 20 giugno 2026

21/06/2026 - DOMENICA III di MATTEO - San GIULIANO MARTIRE

                             Domenica III di Matteo



San Giuliano martire



                                                                


Lettura della Domenica
21 Giugno 2026


Apostolo
Rm 5, 1-11

Fratelli, giustificàti per la fede, abbiamo pace con Dio per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo. Grazie a lui abbiamo avuto nella fede l’accesso a questa grazia nella quale ci troviamo e ci gloriamo, nella speranza della gloria di Dio. Non solo: ci gloriamo perfino nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una fedeltà a tutta prova, la fedeltà provata la speranza. La speranza poi non delude, poiché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito santo che ci è stato dato. Inoltre, infatti, quando eravamo ancora infermi, al tempo stabilito Cristo morì per gli empi. Ora, è difficile che qualcuno sia disposto a morire per un giusto; per un buono forse uno osa anche morire. Ma Dio dimostra il suo amore per noi perché, essendo ancora peccatori, Cristo morì per noi. A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. Se infatti, da nemici, siamo stati riconciliati con Dio in virtù della morte del Figlio suo, quanto più, da riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.
 Vangelo
Mt 6, 22-33

 Il Signore ha detto: "Lampada del corpo è l'occhio; se dunque il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanta tenebra! Nessuno può servire due padroni: o odierà uno e amerà l'altro, o si attaccherà a uno e disprezzerà l'altro: non potete servire a Dio e a mamonà. Perciò vi dico: non affannatevi per la vostra vita, cosa mangiare o cosa bere, e neanche per il vostro corpo, cosa indossare; la vita non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Voi non contate più di loro? E chi di voi, per quanto si affanni, può aggiungere un solo cubito alla sua statura? E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata nel forno, quanto più voi, gente di poca fede! Non affannatevi dunque dicendo: Che mangiamo? Che beviamo? Che indossiamo? Tutte queste cose le cercano i gentili; il Padre vostro celeste infatti sa che avete bisogno di tutte queste cose. Cercate invece prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno messe davanti".

sabato 13 giugno 2026

14/06/2026 - DOMENICA II di MATTEO - Profeta Eliseo

                     DOMENICA II di MATTEO 




                          
                        Profeta Eliseo


LETTURA DELLA DOMENICA 

14 GIUGNO 2026


Apostolo

Rm 2, 10-16

Fratelli...., gloria e onore e pace a chiunque operi il bene, sia Giudeo in primo luogo che Greco: presso Dio, infatti, non c’è preferenza di persona. Quelli che senza la Legge hanno peccato, moriranno senza legge; quelli nella Legge che hanno peccato, saranno giudicati per mezzo della legge. Giusti davanti a Dio non sono quelli che ascoltano la Legge: sarà giustificato chi opera la legge. Infatti, quando i Gentili che non hanno la Legge fanno secondo natura le opere della Legge, essi che non hanno la Legge sono legge a se stessi. Essi dimostrano che l’opera della Legge è scritta nei loro cuori, dato che la loro coscienza rende testimonianza e i loro ragionamenti si accusano o si difendono tra di loro nel giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini secondo il mio vangelo, per mezzo di Cristo Gesù.

Vangelo 

Mt 4, 18-23

In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone detto Pietro e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare; erano infatti pescatori. Disse loro: "Seguitemi, e vi farò pescatori di uomini." Ed essi subito, abbandonate le reti, lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello, che insieme con Zebedeo, loro padre, aggiustavano le loro reti nella barca; e li chiamò. Ed essi subito, lasciata la barca e il padre, lo seguirono. E Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del regno e guarendo ogni sorta di malattia e di infermità nel popolo.


sabato 6 giugno 2026

Domenica I di Matteo 07/06/2026 - Giorno di tutti i Santi

           Domenica I di Matteo


Giorno di  tutti i Santi  



APOLITIKION

 La casa  di  tutti  i  santi è  santissima,  il  cielo  risplende  come nessun altro, sereno, avendo in mezzo Cristo, splendente   come il sole, la Vergine Maria, la luna piena, e in cerchio come stelle, i cori di tutti i santi, sempre intercedendo per la nostra salvezza.


Lettura della Domenica
07/06/2026

Apostolo
Eb 11, 33-40 - 12,  1-2

 Fratelli, tutti i santi per mezzo della fede hanno conquistato regni, hanno esercitato la giustizia, hanno conseguito le promesse, hanno chiuso le fauci dei leoni, hanno spento la violenza del fuoco, sono sfuggiti al taglio della spada, sono stati rinvigoriti dalla malattia, sono diventati forti in guerra, hanno messo in fuga le schiere degli stranieri, alcune donne riebbero per risurrezione i loro morti. Altri invece furono torturati, non accettando la liberazione loro offerta, per ottenere una risurrezione migliore. Altri subirono scherni e flagelli, catene e prigionia. Furono lapidati, torturati, segati, furono uccisi di spada, vagarono coperti di pelli di pecore e capre, bisognosi, tribolati, maltrattati –di loro il mondo non era degno!- errando nei deserti e sui monti, tra le grotte e le spelonche della terra. Tutti questi, pur avendo ricevuto per la loro fede una buona testimonianza, non conseguirono la promessa, avendo Dio predisposto qualcosa di meglio per noi, perché non ottenessero la perfezione senza di noi. Anche noi dunque, circondati da un così gran numero di testimoni, deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci intralcia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede. 


                               
ΙΕΡΕΑΣ ΤΗΣ ΑΝΑΤΟΛΙΚΗΣ ΕΚΚΛΗΣΙΑΣ: Κυριακή Α΄του Ματθαίου ή των ...


Vangelo

   Matteo 10, 32-33, 37-38 e 19, 27-30
Il Signore ha detto ai suoi discepoli: “Chi mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli. Chi ama il padre o la madre più di me non è  degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me;
chi non prende la sua croce e mi segue, non è degno di me”. Allora Pietro prendendo la parola disse: “Ecco, noi abbiamo abbandonato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne otterremo?” E Gesù disse loro: “In verità vi dico: voi che mi avete seguito, nella nuova creazione, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù di Israele. E chi ha lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o moglie, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi”.