sabato 29 agosto 2026

Domenica XIII di Matteo 30 Agosto 2026 San Alessandro, Giovanni e Paolo Patriarchi di Costantinopoli

                             Domenica XIII di Matteo


Άγιοι Αλέξανδρος, Ιωάννης και Παύλος ο νέος, Πατριάρχες Κωνσταντινούπολης.  30 Αυγούστου ε.ε. - Askitikon






San  Alessandro patriarca di Costantinopoli

Άγιος Ιωάννης ο Νηστευτής, Πατριάρχης Κωνσταντινούπολης. 2 Σεπτεμβρίου ε.ε.  - Askitikon

San Giovanni patriarca di Costantinopoli

Ορθόδοξος Συναξαριστής :: Άγιος Παύλος Α' ο Ομολογητής και Ιερομάρτυρας  Αρχιεπίσκοπος Κωνσταντινούπολης

 San Paolo  patriarca di Costantinopoli  



Lettura della Domenica

30 agosto 2026 



Apostolo

I Cor 16, 13-24

 Come sono grandi le tue opere, Signore! Tutto hai fatto con sapienza. Benedici, anima mia il Signore! Signore Dio mio, ti sei grandemente esaltato! (Sal 103, 24. 1) Fratelli, vigilate, state saldi nella fede, comportatevi da uomini, siate forti. Tutto si faccia tra voi nella carità. Una raccomandazione ancora, fratelli: conoscete la famiglia di Stèfana, primizia dell’Acaia, essi hanno dedicato se stessi al servizio dei fedeli. Siate anche voi deferenti verso di loro e verso quanti collaborano e si affaticano. Mi rallegro per la visita di Stèfana, Fortunato e Acàico, che hanno supplito alla vostra assenza: essi hanno allietato lo spirito mio e allieteranno il vostro. Sappiate apprezzare tali persone. Vi salutano le Chiese dell’Asia. Vi salutano molto nel Signore Aquila e Prisca con la comunità che si raduna nella loro casa. Vi salutano tutti i fratelli. Salutatevi a vicenda con il bacio santo. Il saluto è di mia mano, di Paolo. Se qualcuno non ama il Signore sia maledetto. Maranà tha: Vieni o Signore! La grazia del Signore Gesù sia con voi. Il mio amore con tutti voi in Cristo Gesù! 


Vangelo 

Mt 21, 33-42

Il Signore ha detto questa parabola: "C'era un uomo, un padrone di casa che piantò una vigna e vi pose intorno una siepe, scavò in essa un torchio, edificò una torre, e la consegnò ai contadini e partì. Quando poi si avvicinò il tempo dei frutti, inviò i suoi servi dai contadini a prendere i suoi frutti. I contadini presero i suoi servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Di nuovo inviò altri servi, più dei primi, e fecero loro lo stesso. Alla fine inviò da loro suo figlio, dicendo: Avranno riguardo per mio figlio. Invece i contadini, vedendo il figlio, dissero tra loro: Questi è l'erede, venite, uccidiamolo e avremo la sua eredità. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando dunque verrà il padrone della vigna, cosa farà a quei contadini?" Gli dicono: " Farà morire miseramente quei malvagi e consegnerà la vigna ad altri contadini che gli daranno i frutti al loro tempo". Gesù dice loro: "Non avete letto mai nelle Scritture: La pietra che respinsero i costruttori, questa è diventata capo d'angolo; dal Signore è stato fatto questo ed è un prodigio agli occhi nostri?" 

sabato 8 agosto 2026

DOMENICA X di MATTEO - 9 AGOSTO 2026 - SAN MATTIA APOSTOLO

                             DOMENICA  X di MATTEO 


                             SAN MATTIA APOSTOLO


LETTURA DELLA DOMENICA 
9 AGOSTO 2026


APOSTOLO 

1 CORINZI 4:9 - 16



Fratelli.... poiché ritengo che Dio abbia messo noi, gli apostoli, all'ultimo posto, come degni di morte, per essere uno spettacolo al mondo, agli angeli e agli uomini.  Noi siamo bambini a causa di Cristo, ma voi siete sapienti in Cristo; noi siamo deboli, ma voi siete forti; voi siete gloriosi, ma noi siamo ignobili.  Fino all'ultima ora soffriamo la fame e la sete, siamo nudi, schiaffeggiati e turbati,  e ci affatichiamo lavorando con le nostre mani; 
oltraggiati benediciamo;  perseguitati sopportiamo; oltraggiati supplichiamo; siamo diventati come la spazzatura del mondo, gli scacciati da tutti sino alla fine.  Non vi scrivo queste cose per trattenervi, ma vi ammonisco come figli miei carissimi.  Infatti, anche se aveste diecimila pedagoghi in Cristo, non però molti padri, perché sono io che vi ho generati in Cristo Gesù mediante il Vangelo.  Perciò vi esorto: siate miei imitatori.

                                                            VANGELO

        MATTEO 17:14 - 23


 Quando giunsero alla folla, gli si avvicinò un uomo che, inginocchiatosi davanti a lui, gli disse:  « Signore, abbi pietà di mio figlio, perché è lunatico e soffre molto; cade spesso nel fuoco e spesso nell'acqua».  Lo condusse dai tuoi discepoli, ma non riuscirono a guarirlo.  Gesù rispose: «O generazione incredula e perversa, fino a quando sarò con voi? Fino a quando vi sopporterò? Portatelo qui da me».  Gesù lo rimproverò e il demonio uscì da lui, e da quell'istante il ragazzo fu guarito.  Allora i discepoli si avvicinarono a Gesù in disparte e gli chiesero: «Perché noi non abbiamo potuto scacciarlo?».  Gesù rispose loro: «A causa della vostra incredulità. In verità vi dico: se avete fede quanto un granello di senape, direte a questo monte: Spostati di qui a là, ed esso si sposterà, e nulla vi fermerà.  Questa specie di demòni non si scaccia se non con la preghiera e il digiuno.  Quando tornarono in Galilea, Gesù disse loro: «Il Figlio dell'uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini,  e lo uccideranno, ma il terzo giorno risusciterà». Ed essi furono molto rattristati.

sabato 1 agosto 2026

Domenica IX di Matteo - 2 Agosto 2026 - Traslazione reliquie Santo Stefano Protomartire

                                Domenica IX di Matteo



 Traslazione reliquie Santo Stefano Protomartire


Lettura della Domenica
2 agosto 2026 

Apostolo
I Cor 3, 9-17

 Fratelli, siamo collaboratori di Dio e voi siete il campo e l’edificio di Dio. Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un saggio architetto io ho gettato il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento a come costruisce sopra: infatti nessuno può gettare un altro fondamento diverso da quello già posto, che è Gesù Cristo. E se, sopra questo fondamento, si costruisce con oro, argento, pietre preziose, legname, fieno, paglia, l’opera di ciascuno sarà resa manifesta; infatti quel giorno la farà conoscere. Poiché si manifesterà nel fuoco, e il fuoco saggerà quale sia l’opera di ciascuno. Se l’opera, che uno ha costruito, resisterà, costui riceverà il salario; se l’opera di qualcuno finirà bruciata, quello sarà punito: egli si potrà salvare, ma come attraverso il fuoco. Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Poiché è santo il tempio di Dio, che siete voi. 

Vangelo
Mt 14, 22-35

 In quel tempo Gesù ordinò ai discepoli di salire sulla barca e di precederlo sull’altra riva, mentre egli avrebbe congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Giunta la sera, egli era là, solo, mentre la barca era già lontana in mezzo al mare, sbattuta dalle onde perché il vento era contrario. Alla quarta vigilia della notte Gesù venne verso di loro camminando sul mare. I discepoli, a vederlo camminare sul mare, furono presi da spavento e dissero: “È un fantasma!”. E, per la paura, gridavano. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: “Coraggio, sono io! Non abbiate paura!”. Pietro gli disse: “Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sull’acqua!”. Ed egli disse: “Vieni!”. Pietro scese dalla barca e camminò sull’acqua, andando verso Gesù. Ma vedendo che il vento soffiava forte, ebbe paura e, cominciando ad andare giù, gridò: “Signore, salvami!”. Subito Gesù allora stese la mano, lo afferrò e gli disse: “Uomo di poca fede, perché hai dubitato?”. Appena salirono sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, esclamando: “Tu sei veramente il Figlio di Dio!” Compiuta la traversata, approdarono a Gennèsaret. E la gente del luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione; gli portarono tutti i malati.

sabato 25 luglio 2026

DOMENICA VIII DI MATTEO - 26/07/2026 - Santa Parasceve martire

 DOMENICA VIII DI MATTEO

            Santa  Parasceve martire

 Παρακλητικὸς Κανὼν καὶ Βίος τῆς Ἁγίας Παρασκευῆς. (Ακούστε ...


Lettura della Domenica
26 luglio 2026

Apostolo
Gal 3, 23 – 4,5

Fratelli, prima che venisse la fede, noi eravamo custoditi e rinchiusi sotto la Legge, in attesa della fede che doveva essere rivelata. Così la Legge è stata per noi un pedagogo verso Cristo, perché fossimo giustificati dalla fede. Sopraggiunta la fede, non siamo più sotto un pedagogo. Tutti voi infatti siete figli di Dio mediante la fede in Cristo Gesù, poiché quanti siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo. Non c’è Giudeo né Greco, non c’è schiavo né libero, non c’è uomo o donna: voi tutti siete uno, in Cristo Gesù. E se voi appartenete a Cristo, allora siete discendenza di Abramo, eredi secondo la promessa. Dico ancora: per tutto il tempo in cui l’erede è bambino, non è per nulla differente da uno schiavo; è padrone di tutto, ma è soggetto a tutori e amministratori, fino al termine stabilito dal padre. Così anche noi, quando eravamo bambini, eravamo schiavi degli elementi del mondo. Ma quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il Figlio suo, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, affinché ricevessimo l’adozione a figli. 



Vangelo 
Matteo 14, 14-22

 Uscendo,  vide una grande folla e ne ebbe compassione, e guarì i loro malati. 
 Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono dicendo: «Questo è un luogo
 deserto e l'ora è già passata; congeda la folla, perché vada nei villaggi a comprarsi del pane».  Ma Gesù disse loro: «Non c'è bisogno che se ne vadano; date loro voi da mangiare».  Ed essi gli dissero: «Qui non abbiamo che cinque pani e due pesci». 
 Ed egli disse: «Portatemeli qui».  Poi ordinò alla folla di sedersi sull'erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, li benedisse, li spezzò e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.  Tutti mangiarono e furono saziati; 
e raccolsero i pezzi avanzati dodici ceste piene.  Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.  E subito Gesù costrinse i suoi discepoli a salire sulla barca e ad andare prima di lui sull'altra riva, mentre egli congedava la folla.

sabato 11 luglio 2026

Domenica VI di Matteo -12 Luglio 2026 - San Paisio

 Domenica VI di Matteo


Lettura della Domenica
12 Luglop 2026

Apostolo

Apostolo
Tt 3, 8-15

Diletto figlio Tito, questa parola è degna di fede e perciò voglio che tu sia fermo su tali cose, affinché quelli che credono in Dio si sforzino di eccellere nelle opere buone. Ciò è bello e utile agli uomini. Evita invece sciocche controversie, le genealogie, le dispute e le polemiche intorno alla Legge, perché sono inutili e vane. Dopo un primo e un secondo ammonimento evita l’uomo fazioso: sai bene che tali persone sono fuori strada e continueranno a peccare, condannandosi da sé. Quando ti avrò mandato Artema o Tìchico, affrèttati a raggiungermi a Nicopoli, perché ho deciso di passare lì l’inverno. Provvedi con cura a Zena, il giurista, e ad Apollo, perché non manchi loro nulla. Imparino così anche i nostri a distinguersi nel fare il bene per le necessità urgenti, affinché non rimangano infruttuosi. Ti salutano tutti coloro che sono con me. Saluta quelli che ci amano nella fede. La grazia sia con tutti voi! Amin. 

Vangelo
Mt 5, 14-19

 Il Signore ha detto ai suoi discepoli: “Voi siete la luce del mondo; una città posta sopra un monte non può restare nascosta, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli. Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo segno dalla Legge, senza che tutto sia compiuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimo, e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli; chi invece li osserverà e insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli”.

sabato 4 luglio 2026

DOMENICA V DI MATTEO - 05/07/2026 - Sant'Atanasio dell'Athos

 Domenica V di MATTEO


            Sant' Atanasio dell' Athos

Apolytikion  

La vita nella carne, le schiere angeliche rimasero stupite da te, come con un corpo, in conflitti invisibili, entrasti con tutta gloria, e feristi, le falangi dei demoni; perciò, Atanasio, Cristo ti ricompensò, con ricchi doni; per mezzo del Padre, intercedi presso Cristo Dio, affinché le nostre anime siano salvate.


Kontakion

Come eccellente pensatore di essenze immateriali, e oratore pratico più veritiero, noi, tuo gregge, ti lodiamo, e gridiamo, Non cessare di implorare il Signore, per essere liberati dalle tentazioni e dalle circostanze, gridando a te, Gioisci, Padre, Atanasio.

Lettura della domenica

05/07/2026

Apostolo

Galati 5,22-2 - 6, 1-2 


Ma il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà,  mansuetudine, autocontrollo; contro queste cose non c'è legge.  Quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri.  Se viviamo per lo Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito.  Non siamo vanagloriosi, non provochiamoci a vicenda, non invidiamoci gli uni gli altri.. 1-
Fratelli, se uno viene sorpreso in qualche fallo, voi che siete spirituali, rialzatelo nello spirito, affinché anche voi non siate tentati.  Portate i pesi gli uni degli altri e adempirete così la legge di Cristo.

Vangelo

Matteo 8, 28-34 ,  9,1

 Giunto all'altra riva, nel paese dei Gergeseni, gli vennero incontro due indemoniati, usciti dai sepolcri, così feroci che non poterono passare per quella strada.  Ed ecco, gridavano: «Che c'è tra noi e te, Gesù, Figlio di Dio? Sei venuto qui prima del tempo a tormentarci?».  Ora, a una certa distanza da loro, pascolava una grande mandria di porci.  E i demoni lo supplicarono, dicendo: «Se ci scacci, permettici di andare nella mandria di porci».  Ed egli disse loro: «Andate». Ed essi uscirono ed entrarono nella mandria di porci; ed ecco, tutta la mandria di porci si precipitò giù per il dirupo nel mare e perì nelle acque.  E quelli che li nutrivano fuggirono e si diressero verso la città, e raccontarono ogni cosa, e anche come stava con gli indemoniati.  Ed ecco, tutta la città uscì incontro a Gesù; e quando lo videro, lo pregarono di andarsene dal loro territorio.
 Poi salì su una nave, attraversò il mare e giunse nella sua città.

  

sabato 27 giugno 2026

28/06/2026 - Domenica VI di Matteo - Ritrovamento Sante reliquie dei santi Ciro e Giovanni

                              Domenica VI di Matteo



Sante reliquie dei santi Ciro e Giovanni
                                                                
Lettura della Domenica
28 Giugno 2026

Apostolo 
Romani 6, 18-23

Fratelli ......, liberati dal peccato, siete diventati schiavi della giustizia.  Parlo in termini umani a causa della debolezza della vostra carne. Infatti, come avete offerto le vostre membra come schiave all'impurità e all'iniquità per l'iniquità, così ora offrite le vostre membra come schiave alla giustizia per la santificazione.  Quando eravate schiavi del peccato, eravate liberi dalla giustizia.  Quale frutto dunque avete tratto da quelle cose di cui ora vi vergognate? La fine di quelle cose è la morte.  Ma ora, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, avete come frutto la santificazione e come fine la vita eterna.  Perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore.


 Vangelo
Mt 8, 5-13

Giunto a Cafarnao, gli si avvicinò un centurione, supplicandolo e dicendo: Signore, mio ​​figlio giace a casa paralizzato, tormentato da gravi sofferenze. Gesù gli disse: «Verrò e lo guarirò».  Il centurione rispose: «Signore, non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; ma di' soltanto una parola e mio figlio sarà guarito.  Io infatti sono un uomo sottoposto all'autorità e ho soldati ai miei ordini; dico a questo: "Va'", ed egli va; a un altro: "Vieni", ed egli viene; e al mio servo: "Fa' questo", ed egli lo fa».  Udito ciò, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità vi dico: non ho trovato una fede simile neanche in Israele».  E io vi dico che molti verranno da oriente e da occidente e siederanno a tavola con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli;  ma i figli del regno saranno gettati fuori nelle tenebre di fuori; là sarà pianto e stridore di denti.  E Gesù disse al centurione: Va', e come hai creduto, ti sia fatto. E suo figlio fu guarito da quell'ora.