sabato 31 gennaio 2026

Domenica XVI di Luca - del Publicano e del Fariseo - San Trifone martire

                                Domenica XVI di Luca

 Κυριακή του Τελώνου και του Φαρισαίου


del Publicano e del Fariseo

 


San Trifone Martire


Lettura della Domenica

1 febbraio 2026

 

Apostolo

Rom, 8, 28-39

 

Fratelli...Diletto figlio Timòteo, tu hai seguito da vicino la mia dottrina, la condotta, i progetti, la fede, la longanimità, l’amore, la pazienza, le persecuzioni e i patimenti che mi toccarono ad Antiochia, a Iconio, a Listri. Quali persecuzioni ho sofferto! Da tutte mi ha liberato il Signore! E ora tutti coloro che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati. Gli uomini malvagi invece e gli impostori andranno avanti verso il peggio, ingannando e venendo ingannati. Tu però rimani saldo nelle cose che hai imparato e che credi fermamente: sai bene da chi le hai apprese, e fin da bambino conosci le sacre Scritture; esse possono procurarti la sapienza che conduce alla salvezza per mezzo della fede in Cristo Gesù.


Vangelo

Lc 18, 10 -14

Il  Signore  ha   detto  questa  parabola: " Due   uomini  salirono   al tempio a pregare: uno era   fariseo e   l'altro pubblicano. Il  fariseo, stando in  piedi,  pregava   così   tra sé:  O Dio,  ti  ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo.  Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare  gli occhi   al cielo,  ma  si   batteva  il   petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore. Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato.

sabato 24 gennaio 2026

Domenica XV di Luca (di Zaccheo) - 25 gennaio 2026 - San Gregorio il teologo



 

San Gregorio il teologo

 

Lettura della Domenica 

25 gennaio 2026

 

Apostolo

                                          Ebrei 7,26-8,2

Fratelli.... tale era infatti il sommo sacerdote che ci occorreva: santo, innocente, senza macchia, separato dai peccatori ed elevato sopra i cieli;  egli non ha bisogno ogni giorno, come gli altri sommi sacerdoti, di offrire sacrifici prima per i propri peccati e poi per quelli del popolo, poiché egli ha fatto questo una volta per tutte, offrendo se stesso.  La legge infatti costituisce sommi sacerdoti uomini soggetti all'umana debolezza, ma la parola del giuramento, posteriore alla legge, costituisce il Figlio che è stato reso perfetto in eterno.

 Il punto capitale delle cose che stiamo dicendo è questo: noi abbiamo un sommo sacerdote così grande che si è assiso alla destra del trono della maestà nei cieli,  ministro del santuario e della vera tenda che il Signore, e non un uomo, ha costruito.


Vangelo

Lc 19, 1 -10

 

In quel tempo Gesù, entrato in Gerico, attraversava la città. Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e molto ricco, cercava di vedere quale fosse Gesù, ma  non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomoro, perché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: "Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua". In fretta scese e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: "È entrato nella casa di un peccatore!". Ma Zaccheo, fattosi avanti, disse al Signore: "Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri, e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto". Gesù gli rispose: "Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch'egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto". 

sabato 17 gennaio 2026

Domenica XII di Luca Dei Dieci lebbrosi - 18/01/2026 - SANTI ATANASIO e CIRILLO

                                Domenica XII di Luca

 Dei Dieci lebbrosi


         Santi Atanasio e Cirillo

 

Lettura della Domenica

18 gennaio 2026

  

Apostolo

                    Eb 13, 7-16

 

Fratelli, Ricordatevi dei vostri capi, i quali vi hanno annunziato la parola di Dio; considerando attentamente l'esito del loro tenore di vita, imitatene la fede.  Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre!  Non lasciatevi sviare da dottrine diverse e peregrine, perché è bene che il cuore venga rinsaldato dalla grazia, non da cibi che non hanno mai recato giovamento a coloro che ne usarono.  Noi abbiamo un altare del quale non hanno alcun diritto di mangiare quelli che sono al servizio del Tabernacolo.  Infatti i corpi degli animali, il cui sangue vien portato nel santuario dal sommo sacerdote per i peccati, vengono bruciati fuori dell'accampamento.  Perciò anche Gesù, per santificare il popolo con il proprio sangue, patì fuori della porta della città.  Usciamo dunque anche noi dall'accampamento e andiamo verso di lui, portando il suo obbrobrio,  perché non abbiamo quaggiù una città stabile, ma cerchiamo quella futura.  Per mezzo di lui dunque offriamo continuamente un sacrificio di lode a Dio, cioè il frutto di labbra che confessano il suo nome. Non scordatevi della beneficenza e di far parte dei vostri beni agli altri, perché di tali sacrifici il Signore si compiace. Non scordatevi della beneficenza e di far parte dei vostri beni agli altri, perché di tali sacrifici il Signore si compiace.  

Vangelo

Lc 17, 12-19

 

In quel tempo, Gesù entrò in un villaggio ai confini tra la Samaria e la Galilea, e gli vennero incontro dieci lebbrosi, i quali, fermatisi a distanza, alzarono la voce, dicendo: ”Gesù, Maestro, abbi pietà di noi!” Appena li vide, Gesù disse: “Andate a presentarvi ai sacerdoti”. E mentre andavano, furono sanati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro glorificando Dio a gran voce, e si gettò ai piedi di Gesù per ringraziarlo. Era un Samaritano. Gesù disse: “Non sono stati guariti tutti e dieci? Dove sono gli altri nove? Non si è trovato chi tornasse a rendere gloria a Dio all’infuori di questo straniero?” E gli disse: “Alzati e va’; la tua fede ti ha salvato!”.

sabato 10 gennaio 2026

11 Gennaio 2026 - Domenica dopo le Sante Teofanie San Teodosio il Cenobiarca-

 Domenica dopo le Sante Teofanie

 


Lettura della Domenica

11 gennaio 2026


Apostolo

Eb, 13, 7-16

 

Fratelli, ricordatevi dei vostri capi, i quali vi hanno annunziato la parola di Dio; considerando attentamente l'esito del loro tenore di vita, imitatene la fede.  Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre!  Non lasciatevi sviare da dottrine diverse e peregrine, perché è bene che il cuore venga rinsaldato dalla grazia, non da cibi che non hanno mai recato giovamento a coloro che ne usarono.  Noi abbiamo un altare del quale non hanno alcun diritto di mangiare quelli che sono al servizio del Tabernacolo.  Infatti i corpi degli animali, il cui sangue vien portato nel santuario dal sommo sacerdote per i peccati, vengono bruciati fuori dell'accampamento.  Perciò anche Gesù, per santificare il popolo con il proprio sangue, patì fuori della porta della città.  Usciamo dunque anche noi dall'accampamento e andiamo verso di lui, portando il suo obbrobrio,  perché non abbiamo quaggiù una città stabile, ma cerchiamo quella futura.  Per mezzo di lui dunque offriamo continuamente un sacrificio di lode a Dio, cioè il frutto di labbra che confessano il suo nome. Non scordatevi della beneficenza e di far parte dei vostri beni agli altri, perché di tali sacrifici il Signore si compiace.

 

Vangelo

Mt 4,12-17

 

In quel tempo Gesù, saputo che Giovanni era stato imprigionato, si ritirò nella Galilea e, lasciata Nazaret, venne ad abitare a Cafarnao, in riva al mare, nel territorio di Zabulon e di Neftali, perché si adempisse quanto era stato detto dal profeta Isaia: Terra di Zabulon e terra di Neftali, sulla via del mare, al di là del Giordano, Galilea delle genti: il popolo immerso nelle tenebre ha visto una grande luce; e a chi dimorava nella regione adombrata dalla morte, una luce si è levata. Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino”.

 

lunedì 5 gennaio 2026

06/01/2026 -Le Sante Teofanie del Signore, Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo

            Le Sante Teofanie del Signore,

Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo

 
Τα άγια Θεοφάνεια - Δεσποτάτο | Εκκλησιαστική Ενημέρωση

 

Lettura della festa

6 gennaio 2026


Apostolo

Tt 2, 11-14; 3, 4 -7

 

Portate al Signore, figli di Dio; portate al Signore gli agnelli. Voce del Signore sulle acque: il Dio della gloria ha tuonato, il Signore sulle grandi acque.

(Sal 28, 1. 3)

 

Diletto figlio Tito, è apparsa la grazia di Dio apportatrice di salvezza per tutti gli uomini, che ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in sobrietà, giustizia e pietà in questo mondo, nell’attesa della beata speranza e dell’apparizione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore Gesù Cristo. Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e purificare per sé un popolo eletto, zelante nelle opere buone. Quando si sono manifestati la benevolenza di Dio, Salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini, egli ci ha salvati non in virtù di opere di giustizia da noi compiute, ma per sua misericordia mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo, effuso da lui su di noi abbondantemente per mezzo di Gesù Cristo, Salvatore nostro, perché giustificati dalla sua grazia diventassimo eredi, secondo la speranza, della vita eterna.

 

 Τα Άγια Θεοφάνεια - ΒΗΜΑ ΟΡΘΟΔΟΞΙΑΣ


 

Vangelo

Mt 3,13-17

 

In quel tempo, Gesù dalla Galilea andò al Giordano, da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: “Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me? ” Ma Gesù gli rispose: “Lascia fare per ora; perché conviene che adempiamo ogni giustizia”. Allora Giovanni acconsentì. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli e vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: “Questi è il Figlio mio, l’amato, nel quale mi sono compiaciuto”.

 

alla Consacrazione dell’acqua

 ΟΜΙΛΙΑ ΕΙΣ ΤΑ ΑΓΙΑ ΘΕΟΦΑΝΕΙΑ – ΑΡΧΙΕΠΙΣΚΟΠΗ ΑΘΗΝΩΝ Ιερός Ναός Αγίου  Ελευθερίου Κάτω Χαλανδρίου

Profezia d’Isaia

Is 35,1-10

 

Così dice il Signore: Rallegrati, deserto assetato; esulti il deserto e fiorisca come un giglio. Fiorirà, sarà pieno di selve rigogliose ed esulterà il deserto del Giordano. Gli è stata data la gloria del Libano e l’onore del Carmelo: il mio popolo vedrà la gloria del Signore e la sublimità di Dio. Rafforzatevi, mani infiacchite e ginocchia snervate, confortate quanti sono di mente pusillanime e dite loro: Siate forti e non temete; ecco, il nostro Dio rende e renderà giustizia; egli stesso verrà e ci salverà. Allora si apriranno gli occhi dei ciechi, e le orecchie dei sordi udiranno. Allora lo zoppo salterà come un cervo, e diverrà chiara la lingua dei balbuzienti: perché è scaturita acqua nel deserto, e un torrente nella terra assetata. E la terra arida diverrà piena di stagni, nella terra assetata ci sarà una sorgente d’acqua: là vi sarà allegria di uccelli, dimore di struzzi, canne e stagni. Vi sarà là una via pura, e sarà chiamata Via santa: non vi passerà alcun impuro, ma passeranno per essa i dispersi e non si smarriranno. Non vi sarà là leone, né alcuna belva feroce: non vi saliranno, né se ne troveranno là, ma vi cammineranno i riscattati, raccolti per il Signore. E torneranno e verranno a Sion con letizia ed esultanza; vi sarà letizia eterna sul loro capo. Sì, sul loro capo saranno lode ed esultanza: la letizia li afferrerà, e fuggiranno via dolore, tristezza e lamento.

 

Profezia d’Isaia

Is 55, 1-13

                                        CHURCH OF G.O.C. OF GREECE- ΕΚΚΛΗΣΙΑ Γ.Ο.Χ. ΕΛΛΑΔΟΣ: ΑΓΙΑ ΘΕΟΦΑΝΕΙΑ 2015  ΣΤΗΝ ΑΤΤΙΚΗ

Così dice il Signore: Assetàti, venite all’acqua; voi che non avete denaro, venite e prendete. Mangiate e bevete, senza denaro e senza spesa, vino e latte. Perché spendete denaro per ciò che non è pane, il vostro patrimonio per ciò che non sazia? Ascoltatemi e mangerete cose buone e la vostra anima si sazierà di beni. Porgete l’orecchio e seguite la mia strada; ascoltatemi e la vostra anima vivrà tra i beni. Io stabilirò per voi un’alleanza eterna, le promesse assicurate a David. Ecco, l’ho posto come testimone tra le genti, principe e sovrano tra le genti.

venerdì 2 gennaio 2026

04/01/2026 - Domenica prima della Teofania - Il sinodo dei santi 70 apostoli

           

     Domenica prima della Teofania

 

Il sinodo dei santi 70 apostoli

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Lettura della Domenica

4 gennaio 2026

 

Apostolo

II Tim 4, 5-8

 

Figlio mio, vigila attentamente, sappi sopportare le sofferenze, compi la tua opera di annunziatore del angelo, adempi il tuo ministero. Quanto a me, il mio sangue sta per essere sparso in libagione ed è giunto il momento di sciogliere le vele. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice, mi consegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti coloro che attendono con amore la sua manifestazione.

 

Vangelo

Mc 1, 1 - 8

 

Inizio del Vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio.  Come è scritto nel profeta Isaia: Ecco, io mando il mio messag-ero davanti a te, egli ti preparerà la strada. Voce di uno che grida nel deserto: preparate la strada del Signore, raddrizzate i suoi sentieri, si presentò Giovanni a battezzare nel deserto, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorreva a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, si cibava di locuste e miele selvatico e predicava: "Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo".

sabato 27 dicembre 2025

DOMENICA DOPO NATALE - 28/12/2025 - 20.000 martiri di NICOMEDIA

 

DOMENICA DOPO NATALE 



                  20.000 martiri di Nicomedia

LETTURA DELLA DOMENICA

28 DICEMBRE 2025

 

APOSTOLO 

LETTERA AGLI EBREI 2, 11-18

 Fratelli, infatti, colui che santifica e coloro che sono santificati provengono tutti da una stessa origine; per questo non si vergogna di chiamarli fratelli, dicendo: Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli, in mezzo all’assemblea canterò le tue lodi;e ancora: Io metterò la mia fiducia in lui; e inoltre: Eccomi, io e i figli che Dio mi ha dato. Poiché dunque i figli hanno in comune il sangue e la carne, anche Cristo allo stesso modo ne è divenuto partecipe, per ridurre all’impotenza mediante la morte colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo, e liberare così quelli che, per timore della morte, erano soggetti a schiavitù per tutta la vita. Egli infatti non si prende cura degli angeli, ma della stirpe di Abramo si prende cura. Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare un sommo sacerdote misericordioso e degno di fede nelle cose che riguardano Dio, allo scopo di espiare i peccati del popolo. Infatti, proprio per essere stato messo alla prova e avere sofferto personalmente, egli è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova.

 VANGELO

MATTEO 2,13-23

 Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo».  Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto,  dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
Dall'Egitto ho chiamato il mio figlio. Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s'infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi.  Allora si adempì quel che era stato detto per mezzo del profeta Geremia:

           Un grido è stato udito in Rama,

               un pianto e un lamento grande;      

     Rachele piange i suoi figli            

 e non vuole essere consolata,

perché non sono più. 

 Morto Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto  e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e va' nel paese d'Israele; perché sono morti coloro che insidiavano la vita del bambino».  Egli, alzatosi, prese con sé il bambino e sua madre, ed entrò nel paese d'Israele.  Avendo però saputo che era re della Giudea Archelào al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nelle regioni della Galilea  e, appena giunto, andò ad abitare in una città chiamata Nazaret, perché si adempisse ciò che era stato detto dai profeti: «Sarà chiamato Nazareno».