sabato 20 settembre 2014

21 /09/2014 - Domenica dopo l’Esaltazione della Santa Croce, profeta Giona, Santa Sofia


Domenica dopo l’Esaltazione della 
Santa Croce


Giona profeta (880 a. C.)


Santa Sofia ( sec. VI) 

LETTURA DELLA DOMENICA
21 Settembre 2014


 Apostolo
 Gal 2, 16-20

Fratelli, sapendo che l’uomo non è giustificato per le opere della Legge ma solo in forza della fede in Gesù Cristo, abbiamo creduto anche noi in Gesù Cristo, per essere giustificati per la fede in Cristo e non per le opere della Legge, poiché per le opere della Legge non verrà mai giustificato nessuno. Se poi, cercando di essere giustificati in Cristo, siamo trovati peccatori anche noi, Cristo sarebbe ministro del peccato? No davvero! Se infatti io riedifico ciò che ho demolito, mi dimostro trasgressore. Quanto a me, per mezzo della legge, sono morto alla legge affinché io viva per Dio. Sono stato crocifisso insieme con Cristo, e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. La vita che ora io vivo nella carne, la vivo nella fede, quella nel Figlio di Dio che mi ha amato e ha dato se stesso per me.


Vangelo

 Mc 8, 34- 9, 1

Il Signore ha detto: "Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà. Infatti, che cosa giova all'uomo se guadagna il mondo intero e perde la propria anima? Che cosa potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria anima? Se uno si sarà vergognato di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi". E diceva loro: "In verità vi dico: vi sono alcuni qui presenti, che non subiranno la morte senza aver visto il regno di Dio venire con potenza".




sabato 13 settembre 2014

Domenica dell’Universale Esaltazione della Croce Preziosa e Vivificante

Domenica dell’Universale Esaltazione della Croce Preziosa e Vivificante




Lettura della Domenica
14/09/2014


Apolitikion 

Salva o Signore, il tuo popolo  e benedici la tua eredità, donando vittorie ai Re contro i Barbari  e proteggendo con la tua Croce la tua città. 


 Kontakion 

O Tu che sei stato innalzato sulla Croce volontariamente, al tuo popolo denominato nuovo, i tuoi sentimenti di pietà dona, Cristo o Dio: rallegra  nella tua forza i fedeli regnanti nostri , fornendo loro vittorie contro gli avversari. Possano avere l’alleanza tua , arma di pace,  invitto trofeo. 




Apostolo 
I Cor 1, 18-24 

Fratelli, la parola della croce è stoltezza per quelli che vanno in perdizione, ma per quelli che vengono salvati, per noi, è potenza di Dio; sta scritto infatti: “Distruggerò la sapienza 
dei sapienti e annienterò l’intelligenza degli intelligenti”. 
Dov’è il sapiente? Dov’è lo scriba? Dov’è il sottile ragionatore della nostra epoca? Non ha forse Dio reso stolta la sapienza di questo mondo? Poiché, infatti, nel disegno sapiente di Dio
il mondo non ha conosciuto Dio mediante la propria sapienza, piacque a Dio di salvare i credenti con la stoltezza della predicazione. E mentre i Giudei infatti chiedono miracoli e i Greci cercano sapienza, noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani; ma per quelli che sono chiamati, tanto Giudei quanto Greci, predichiamo Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio. 

 Воздвижение Креста Господня

Vangelo

 (Gv 19, 6-11; 13-20; 25-28; 30-35) 

In quel tempo, i capi dei sacerdoti e le guardie videro Gesù, con la corona di spine e il mantello di porpora, e gridaro
no: “Crocifiggilo, crocifiggilo!” Pilato disse loro: “Prendetelo voi e crocifiggetelo; io non trovo in lui alcuna colpa”. I Giudei gli risposero: “Noi abbiamo una legge, e secondo questa legge egli deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio”. Quando Pilato udì questo discorso, ebbe ancor più paura e, rientrato nel pretorio, disse a Gesù: “Di dove sei tu?”. Ma Gesù non gli rispose. Allora Pilato gli disse: “Non mi parli? Non sai che ho il potere di liberarti e il potere di metterti in croce?”. Gesù gli rispose: “Tu non avresti alcuna autorità su di me, se non ti fosse stato dato dall’alto; perciò chi mi ha consegnato nelle tue mani, ha una colpa più grande”. Pilato condusse fuori 
Gesù, e sedette nel tribunale nel luogo detto Litostroto, in ebraico Gabbatà. Era la Preparazione della Pasqua, verso mezzogiorno. 
Pilato disse ai Giudei: “Ecco il vostro re!”. Ma quelli gridarono: “Via, via, crocifiggilo!”. Disse loro Pilato: “Metterò in croce il vostro re?”. Risposero i sommi sacerdoti: “Non abbiamo altro re all’infuori di Cesare”. Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso. Essi allora presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Golgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall’altra, e Gesù nel mezzo. Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: “Gesù il Nazareno, il re dei Giudei”. 
Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove fu crocifisso Gesù era vicino alla città. Era scritta in ebraico, in latino e in greco. 
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleopa e Maria di Magdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: “Donna, ecco il tuo figlio!”. Poi disse al discepolo: “Ecco tua madre!”. E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa. Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: “Ho sete”. Dopo avere ricevuto l’aceto, Gesù disse: “Tutto è compiuto!”. E, chinato il capo, spirò. 
Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non 
rimanessero in croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all’altro che era stato crocifisso insieme con lui. Venuti però da Gesù e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il costato con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera ed egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate.

sabato 6 settembre 2014

Domenica prima della Esaltazione della Santa Croce

DOMENICA PRIMA DELLA ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE

Воздвижение Креста Господня

LETTURA DELLA DOMENICA

07/09/2014

Воздвижение Креста Господня


APOLITIKION

Dalla radice di Iesse e dalla stirpe di Davide *la divina bambina Maria oggi è generata per noi. *Perciò si rallegra tutto il creato e si rinnova. *Gioite insieme cielo e terra.* Lodatela o schiere delle genti. *Gioacchino esulta e Anna si rallegra gridando:* la sterile partorisce la Madre di Dio* e nutrice della nostra vita. 

Proeorthia della Natività di Maria Ss.ma



Apostolo

Galati 6,11-18

Fratelli .....vedete con che grossi caratteri vi scrivo, ora, di mia mano.  Quelli che vogliono fare bella figura nella carne, vi costringono a farvi circoncidere, solo per non essere perseguitati a causa della croce di Cristo.  Infatti neanche gli stessi circoncisi osservano la legge, ma vogliono la vostra circoncisione per trarre vanto dalla vostra carne.  Quanto a me invece non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo.  Non è infatti la circoncisione che conta, né la non circoncisione, ma l'essere nuova creatura.  E su quanti seguiranno questa norma sia pace e misericordia, come su tutto l'Israele di Dio.  D'ora innanzi nessuno mi procuri fastidi: difatti io porto le stigmate di Gesù nel mio corpo.
 La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con il vostro spirito, fratelli. Amen

Vangelo

Giovanni 3,13-17


Eppure nessuno è mai salito al cielo, fuorché il Figlio dell'uomo che è disceso dal cielo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui



sabato 30 agosto 2014

Domenica XII di Matteo - Deposizione della Santa Cintura della Vergine

 Domenica XII di Matteo 
Deposizione della Santa Cintura della Vergine 


Lettura della Domenica
31/08/2014


Apostolo
 Ebrei 9, 1-7 
Fratelli, anche la prima alleanza aveva norme di culto e un santuario terreno. Fu allestita infatti una tenda, la prima, nella quale vi erano il candelabro, la tavola e i pani dell’offerta: essa veniva chiamata “il Santo”. Dietro il secondo velo, poi, c’era la tenda chiamata “Santo dei Santi”, che aveva l’altare d’oro dell’incenso e l’arca dell’alleanza tutta ricoperta d’oro, nella quale vi erano un’urna d’oro con la manna, il bastone di Aronne che era fiorito, e le tavole dell’alleanza; sopra l’arca stavano i Cherubini della gloria che facevano ombra sul 
propiziatorio. Ma ora non è il caso di parlare nei dettagli di tutte queste cose. 
Disposte in tal modo le cose, nella prima tenda entrano sempre i sacerdoti per celebrarvi il culto; nella seconda invece entra solo il sommo sacerdote, una volta all’anno, non senza portarvi del sangue che offre per se stesso e per i peccati d’ignoranza del popolo. 



 Deposizione della veneranda cintura della Ss.ma Madre di Dio in Calcopratia


Vangelo
 Matte 19, 16-26 

In quel tempo, un tale si avvicinò a Gesù e gli disse: 
“Maestro, che devo fare per avere la vita eterna?” Gesù gli rispose: “Perché mi interroghi intorno a ciò che è buono? 
Uno solo è il buono. Ma se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti”. “Quali?” gli chiese. E Gesù rispose: “Questi: non uccidere, non commette-re adulterio, non rubare, non testimoniare il falso. Onora tuo padre e tua madre, e ama il tuo prossimo come te stesso”. E il giovane a lui: “Tutte queste cose 
le ho osservate; che mi manca ancora?” Gesù gli disse: “Se vuoi essere perfetto, va’, vendi ciò che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro nei cieli; poi, vieni e seguimi”. Ma il giovane, udita questa parola, se ne andò rattristato, perché aveva molti beni. E Gesù disse ai suoi discepoli: “Io vi dico in verità che difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. E ripeto: è più facile per un cammello passare attraverso la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio”. I suoi discepoli, udito questo, furono sbigottiti e dicevano: “Chi dunque può essere salvato?” Gesù fissò lo sguardo su di loro e disse: “Agli uomini questo è impossibile; ma a Dio ogni cosa è possibile”. 


giovedì 28 agosto 2014

AVVISO 30/08/2014 DIVINA LITURGIA A ORTONA

AVVISO 30/08/2014

 DIVINA LITURGIA A ORTONA

PATRIARCATO ECUMENICO DI COSTANTINOPOLI
SACRA ARCIDIOCESI ORTODOSSA D'ITALIA E MALTA

Parrocchia ortodossa di San Tommaso Apostolo

Ὀρθόδοξος Ἐνορία

Константинопольский Патриархат Православная Митрополия в Италии и Мальте
ПРАВОСЛАВНИЙ ПРИХОД
Святого Апостола Фомы

Православна парафія Святого Апостола Фоми

CELEBRAZIONE DIVINA LITURGIA

SABATO : 30/08/2014
ore 15.30 - Confessioni / Исповедь / Сповідь
ore 16.00 - Santa Liturgia / Бож.Литургия / Св'ята Літургія
Per informazioni : Padre Anatoliy tel: 3388772387

sabato 23 agosto 2014

XI DOMENICA DI MATTEO - SAN COSMA DI ETOLIA E SAN EUTICHIO IEROMARTIRE

XI DOMENICA DI MATTEO 

 SAN COSMA DI ETOLIA E SAN EUTICHIO IEROMARTIRE




San Cosma di Etolia


San Eutichio ieromartire


LETTURA DELLA DOMENICA

24 AGOSTO 2014





Apostolo 

(I Cor 9, 2-12) 
Fratelli, se per altri non sono apostolo, certo per voi lo sono; voi siete il sigillo del mio apostolato nel Signore. Questa è la mia difesa contro quelli che mi accusano. Non abbiamo forse noi il diritto di mangiare e di bere? Non abbiamo il diritto di portare con noi una sorella, come fanno anche gli altri apostoli e i fratelli del Signore e Cefa? Ovvero solo io e Barnaba non abbiamo il diritto di non lavorare? E chi mai presta servizio militare a proprie spese? Chi pianta una vigna senza mangiarne il frutto? O chi fa pascolare un gregge senza cibarsi del latte del gregge? Io non dico questo da un punto di vista umano: la Legge non dice forse così? Sta scritto infatti nella Legge di Mosè: “Non metterai la museruola al bue che trebbia”. Forse Dio si dà pensiero dei buoi? O parla proprio per noi? Certamente fu scritto per noi! 
Poiché colui che ara deve arare nella speranza di avere la sua parte, come il trebbiatore trebbiare nella stessa speranza. Se noi abbiamo seminato in voi le cose spirituali, è forse gran cosa se mietiamo beni materiali? Se altri hanno tale diritto su di voi, non l’avremmo noi di più? Noi però non abbiamo voluto avvalerci di questo diritto, ma tutto sopportiamo per non recare intralcio al Vangelo di Cristo. 

Vangelo 

(Mt 18, 23-35) 

Disse il Signore: ‘Il regno dei cieli è simile a un re che volle 
fare i conti con i suoi servi. Incominciati i conti, gli fu 
presentato uno che gli era debitore di diecimila talenti. Non 
avendo però costui il denaro da restituire, il padrone ordinò 
che fossero venduti lui, la moglie, i figli e quanto possedeva e saldasse così il debito. Allora quel servo, gettatosi a terra, lo supplicava: Signore, sii paziente con me e ti restituirò ogni cosa. 
Impietositosi del servo, il padrone lo lasciò libero e gli 
condonò il debito. Appena uscito, quel servo si imbatté in uno dei suoi compagni il quale gli doveva cento denari. Lo afferrò e, quasi strozzandolo, diceva: Rendimi quanto mi devi! Il suo compagno, gettatosi a terra, lo supplicava dicendo: Sii paziente con me e ti rifonderò il debito. Ma egli non acconsentì, e andò a farlo gettare in prigione, finché non gli avesse pagato il debito. Visto quel che accadeva, gli altri servi se ne rattristarono grandemente e andarono a riferire ogni cosa al loro padrone. 
Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: Servo 
malvagio, ti ho condonato tutto quel debito perché mi avevi supplicato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, come io ho avuto pietà di te? Preso dall’ira, il padrone lo consegnò agli aguzzini, finché non gli avesse restituito tutto il dovuto. Proprio così anche il Padre mio celeste tratterà voi, se non perdonerete di cuore ciascuno al proprio fratello’.

sabato 2 agosto 2014

3 Agosto 2014 - Domenica VIII di Matteo - San Dalmazio e Giovanni di Pantelleria



 Domenica VIII di Matteo

 3 Agosto 2014

Прп. Исаакий Далматский
   San Dalmazio


                                         


LETTURA DELLA DOMENICA
3 Agosto 2014


Apostolo
 (1 Cor 1, 10-17) 

Fratelli, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo vi esorto ad essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetto accordo di pensiero e di sentire. 
Infatti a vostro riguardo, fratelli, mi è stato segnalato dai 
familiari di Cloe che tra di voi vi sono discordie. Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: «Io sono di Paolo», «Io invece sono di Apollo», «Io invece di Cefa», «E io di Cristo». È forse diviso il Cristo? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete stati battezzati nel nome di Paolo? Ringrazio Dio di non avere battezzato nessuno di voi, eccetto Crispo e Gaio, perché nessuno possa dire che siete stati battezzati nel mio nome. Ho battezzato, è vero, anche la famiglia di Stefàna, ma degli altri non so se io abbia battezzato qualcuno. Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma ad annunciare il Vangelo, e non con sapienza di parola, perché non venga resa vana la croce di Cristo.


                                            
  San Dalmazio, San Isacco e Santa Fausta


Vangelo
 (Mt 14, 14-22)

In quel tempo Gesù vide una grande folla e sentì compassione per loro, e guarì i loro malati. Giunta la sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: "Il luogo è deserto ed è ormai tardi: congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare". Ma Gesù rispose: "Non hanno bisogno di andare; voi stessi date loro da mangiare". Gli risposero: "Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci". Ed egli disse: "Portatemeli qui!” E dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull'erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, li benedisse, li spezzò e li diede ai discepoli, e i discepoli li distribuirono alla folla. Tutti mangiarono e furono saziati; e portarono via dodici ceste piene di pezzi avanzati. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini. Subito dopo ordinò ai discepoli di salire sulla barca e a precederlo sull`altra riva, mentre egli avrebbe congedato la folla.