domenica 7 gennaio 2018

Domenica dopo le Luci - 7 Gennaio 2018 - Sinassi del Santo Profeta e Precursore Giovanni Battista

 Domenica dopo le Luci 
 Sinassi del Santo Profeta e Precursore Giovanni Battista
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Lettura della Domenica
7 Gennaio 2018

Apostolo
At 19, 1-8
 In quei giorni, mentre Apollo era a Corinto, Paolo, attraversate le regioni dell'altopiano, scese a Efeso. Qui trovò alcuni discepoli e disse loro: “Avete ricevuto lo Spirito Santo quando avete creduto?” Gli risposero: “Non abbiamo nemmeno sentito dire che ci sia uno Spirito Santo”. Ed egli disse: “Quale battesimo avete ricevuto?” “Il battesimo di Giovanni”, risposero. Disse allora Paolo: “Giovanni ha amministrato un battesimo di penitenza, dicendo al popolo di credere in colui che veniva dopo di lui, cioè in Gesù”. Dopo aver udito questo, furono battezzati nel nome del Signore Gesù e, non appena Paolo ebbe imposto loro le mani, venne su di loro lo Spirito Santo e parlavano in lingue e profetavano. Erano in tutto circa dodici uomini. Entrato poi nella sinagoga, vi parlò liberamente per tre mesi, discutendo e convincendo gli ascoltatori riguardo al regno di Dio.

 Vangelo
Gv 1, 29-34
 In quel tempo Giovanni vede Gesù che viene verso di lui, e dice: "Ecco l'agnello di Dio che prende il peccato del mondo! Questi è colui del quale io ho detto: Dietro di me viene un uomo che è stato davanti a me, perché era prima di me. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell'acqua perché egli si manifestasse a Israele". Giovanni rese testimonianza dicendo: "Ho visto lo Spirito scendere come colomba dal cielo e rimase su di lui. Io non l'avevo conosciuto, ma chi mi ha inviato a battezzare in acqua, mi ha detto: L'uomo sul quale vedrai lo Spirito scendere e rimanere su di lui, questi è colui che battezza nello Spirito Santo". Anche io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio.

sabato 6 gennaio 2018

6 Gennaio 2018 - La Santa Teofania del Signore, Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo

   La Santa Teofania del Signore,
 Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo 

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Lettura della Festa
6 Gennaio 2018


Apostolo
 (Tt 2, 11-14; 3, 4-7) 

 Diletto figlio Tito, è apparsa la grazia di Dio apportatrice di salvezza per tutti gli uomini, che ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in sobrietà, giustizia e pietà in questo mondo, nell’attesa della beata speranza e dell’apparizione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore Gesù Cristo. Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e purificare per sé un popolo eletto, zelante nelle opere buone. Quando si sono manifestati la benevolenza di Dio, Salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini, egli ci ha salvati non in virtù di opere di giustizia da noi compiute, ma per sua misericordia mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo, effuso da lui su di noi abbondantemente per mezzo di Gesù Cristo, Salvatore nostro, perché giustificati dalla sua grazia diventassimo eredi, secondo la speranza, della vita eterna

Vangelo 
(Mt 3,13-17)

 In quel tempo, Gesù dalla Galilea andò al Giordano, da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: “Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?” Ma Gesù gli rispose: “Lascia fare per ora; perché conviene che adempiamo ogni giustizia”. Allora Giovanni acconsentì. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli e vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: “Questi è il Figlio mio, l’amato, nel quale mi sono compiaciuto”.  

alla Consacrazione dell’acqua Profezia d’Isaia 
(35, 1-10) 
Così dice il Signore: Rallegrati, deserto assetato; esulti il deserto e fiorisca come un giglio. Fiorirà, sarà pieno di selve rigogliose ed esulterà il deserto del Giordano. Gli è stata data la gloria del Libano e l’onore del Carmelo: il mio popolo vedrà la gloria del Signore e la sublimità di Dio. Rafforzatevi, mani infiacchite e ginocchia snervate, confortate quanti sono di mente pusillanime e dite loro: Siate forti e non temete; ecco, il nostro Dio rende e renderà giustizia; egli stesso verrà e ci salverà. Allora si apriranno gli occhi dei ciechi, e le orecchie dei sordi udiranno. Allora lo zoppo salterà come un cervo, e diverrà chiara la lingua dei balbuzienti: perché è scaturita acqua nel deserto, e un torrente nella terra assetata. E la terra arida diverrà piena di stagni, nella terra assetata ci sarà una sorgente d’acqua: là vi sarà allegria di uccelli, dimore di struzzi, canne e stagni. Vi sarà là una via pura, e sarà chiamata Via santa: non vi passerà alcun impuro, ma passeranno per essa i dispersi e non si smarriranno. Non vi sarà là leone, né alcuna belva feroce: non vi saliranno, né se ne troveranno là, ma vi cammineranno i riscattati, raccolti per il Signore. E torneranno e verranno a Sion con letizia ed esultanza; vi sarà letizia eterna sul loro capo. Sì, sul loro capo saranno lode ed esultanza: la letizia li afferrerà, e fuggiranno via dolore, tristezza e lamento.
 Profezia d’Isaia
 (55, 1-13) 

Così dice il Signore: Assetàti, venite all’acqua; voi che non avete denaro, venite e prendete. Mangiate e bevete, senza denaro e senza spesa, vino e latte. Perché spendete denaro per ciò che non è pane, il vostro patrimonio per ciò che non sazia? Ascoltatemi e mangerete cose buone e la vostra anima si sazierà di beni. Porgete l’orecchio e seguite la mia strada; ascoltatemi e la vostra anima vivrà tra i beni. Io stabilirò per voi un’alleanza eterna, le promesse assicurate a David. Ecco, l’ho posto come testimone tra le genti, principe e sovrano tra le genti. 



sabato 30 dicembre 2017

Domenica prima delle Luci -31 dicembre 2017- San Melania la romana

 Domenica prima delle Luci

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San  Melania la romana


Lettura della Domenica
31 dicembre 2017

Apostolo
II Tim 4, 5-8

Figlio mio, vigila attentamente, sappi sopportare le sofferenze, compi la tua opera di annunziatore del vangelo, adempi il tuo ministero. Quanto a me, il mio sangue sta per essere sparso in libagione ed è giunto il momento di sciogliere le vele. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice, mi consegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti coloro che attendono con amore la sua manifestazione. 

Vangelo
Mc 1, 1-8

 Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio. Come è scritto nel profeta Isaia: Ecco, io mando il mio messaggero davanti a te, egli ti preparerà la strada. Voce di uno che grida nel deserto: preparate la strada del Signore, raddrizzate i suoi sentieri, si presentò Giovanni a battezzare nel deserto, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorreva a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, si cibava di locuste e miele selvatico e predicava: "Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo"

domenica 24 dicembre 2017

Natale del nostro Salvatore e Signore Gesù Cristo - 25/12/2017

Natale del nostro Salvatore e Signore Gesù Cristo

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Lettura della Domenica
25 Dicembre 2017


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Apolytìkion 

La tua nascita, Cristo nostro Dio, ha fatto sorgere per il mondo la luce della conoscenza; con essa, gli adoratori degli astri sono stati ammaestrati da una stella ad adorare te, sole di giustizia, e a conoscere te, Oriente dall’alto. Signore, gloria a te!

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Kontakion 

La Vergine oggi partorisce colui che è al di sopra di ogni sostanza, e la terra offre all’inaccessibile la grotta; gli angeli cantano gloria insieme ai pastori, e i magi fanno il loro viaggio con la stella: perché per noi è nato, piccolo bimbo, il Dio che è prima dei secoli.

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Apostolo
 Gal 4, 4-7 

Fratelli, quando giunse la pienezza del tempo, Dio inviò il Figlio suo, fatto da donna, fatto sotto la legge, per riscattare quelli che sono sotto la legge, affinché ricevessimo l’adozione a figli. Poiché siete figli, Dio ha inviato lo Spirito del Figlio suo nei vostri cuori, il quale grida Abbà, Padre! Così non sei più schiavo ma figlio; e se figlio, anche erede di Dio per grazia di Cristo.  

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Vangelo
 Mt 2, 1-12
 Nato Gesù a Betlemme in Giudea, al tempo del re Erode, ecco giungere a Gerusalemme dall’oriente dei magi, i quali domandavano: “Dov’è il re dei Giudei che è nato? Poiché abbiamo visto la sua stella in oriente e siamo venuti ad adorarlo”. All’udire ciò il re Erode fu turbato, e con lui tutta Gerusalemme. Convocò tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo e si informava da loro dove dovesse nascere il Cristo. Essi gli dissero: “A Betlemme di Giudea. Infatti così è stato scritto per mezzo del profeta: E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei la più piccola tra i capoluoghi di Giuda; da te uscirà un capo che pascerà il mio popolo, Israele”. Allora Erode chiamò di nascosto i magi e chiese loro informazioni sul tempo esatto del’apparizione della stella; quindi li inviò a Betlemme dicendo: Andate e fate accurata ricerca del bambino; quando poi lo trovate, fatemelo sapere, in modo che anch’io possa andare ad adorarlo”. Essi, dopo avere ascoltato il re, si misero in cammino. Ed ecco: la stella che avevano visto in oriente li precedeva finché non andò a fermarsi sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella si rallegrarono assai di gioia grande; ed entrati in casa videro il bambino con Maria sua madre e caddero a terra per adorarlo. Poi aprirono i loro tesori e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Quindi, avvertiti in sogno di non tornare da Erode, si allontanarono verso il loro paese. 


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dal Sinassario: 25 dicembre

 Natività del Salvatore Dio amorevolissimo, avendo visto il genere umano sotto il potere tirannico del diavolo, ebbe compassione e mandò il suo angelo Gabriele ad annunziare alla Madre di Dio: Salve, piena di grazia, il Signore è con te! E subito il Signore nostro e Dio fu concepito nel grembo incontaminato. Compiuti i nove mesi dal concepimento, uscì una disposizione di Cesare Augusto che ordinava il censimento di tutto l’universo e Quirino fu mandato da Gerusalemme a Betlemme per eseguire il censimento. Anche Giuseppe, il custode della Madre di Dio, discese con lei a Betlemme per farsi censire, ed ivi la Vergine stava per partorire e, non avendo trovato un’abitazione libera a causa della molta folla, si rifugiò in una povera spelonca, e diede alla luce incorruttibilmente il Signore nostro Gesù Cristo ed avvolse in fasce come bambino il Creatore dell’universo e lo depose nella mangiatoia di animali irrazionali, giacché avrebbe liberato noi dall’irrazionalità. *** *** In quei giorni vi fu un indovino chiamato Balaam, nella regione dei Persiani; egli fra le altre cose, predisse anche questo: Sorgerà una stella da Giacobbe, che disperderà i figli di Moab. Pertanto gli altri indovini e maghi, avendo ricevuto una siffatta profezia, la tramandarono a loro volta a tutti gli indovini persiani e così raggiunse quei magi e re dei Persiani, che erano tre, e vigilavano con cura, qualora avessero visto questo astro. Come astronomi, appena videro la stella di Cristo, che non faceva il corso come tutti gli altri astri da oriente a occidente, ma verso mezzogiorno, conobbero che manifestava la nascita del Grande Re. E seguirono la stella e trovarono Cristo il Signore e prostratisi lo adorarono e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. E così, al comando dell’Angelo, se ne tornarono con gioia alla loro regione.



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sabato 23 dicembre 2017

NATALE 2017 data: 24-12-2017 - Messaggio di Sua Em.nza il Metropolita

NATALE 2017 
data: 24-12-2017 - Messaggio di Sua  Em.nza il Metropoli




MESSAGGIO DI SUA EMINENZA REV.MA IL METROPOLITA GENNADIOS, ARCIVESCOVO ORTODOSSO D'ITALIA E MALTA IN OCCASIONE DELLA FESTA DI NATALE 2017

GENNADIOS
PER MISERICORDIA DI DIO METROPOLITA D’ITALIA E MALTA
ED ESARCA PER L’EUROPA MERIDIONALE
A TUTTO IL SACRO CLERO E AL PIO POPOLO
DELLA NOSTRA SACRA ARCIDIOCESI ORTODOSSA


Diletti e cari nostri fedeli della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta,
Tra pochi giorni tutto quanto il Mondo Cristiano e, particolarmente, la nostra Santa Chiesa Ortodossa, festeggerà la santissima, gioiosa e stupenda Festa del Natale, “la Madre delle Feste”, secondo San Giovanni Crisostomo, Arcivescovo di Costantinopoli, e il “Bambino nuovo, nostro Dio prima dei secoli”, che nascerà, cercherà casa, in modo del tutto particolare, per stabilirsi e vivere con noi. Partecipiamo a questa ineffabile gioia, e alla benedizione celeste, che ci offre la Verità, la Via e la Vita, il Salvatore nostro Gesù Cristo. Offriamogli il nostro cuore come dimora, per vivere con Lui felicemente per l’eternità, con timore di Dio e protetti da Dio, abbracciando la gloria di Dio e ascoltando la voce angelica per annunciare e glorificare il “Sole di Giustizia”: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e in terra pace agli uomini che egli ama”.
Dio della pace e della misericordia, Dio dell’amore, Che insegna l’umiltà e il sacrificio! Egli è l’unica forza e speranza, che può arrestare i piccoli e grandi tormenti della travagliata società, e, in genere, dell’umanità; qualora, realmente, il nostro cuore diventi una “mangiatoria”, qualora la nostra fede riesca a toccare l’orlo della sua veste e gli diamo la mano dell’amicizia, il rispettoso abbraccio della conversione, qualora noi diventiamo suoi amici, suoi fratelli e seguaci nel cammino della Chiesa Militante. Tutto dipende da noi, poiché il “Bambino nuovo” desidera ardentemente che l’uomo sia salvo e che non lo abbandoni mai.
Per l’uomo il “Bambino nuovo” è la Verità, la Via e la Vita. E’, di conseguenza, la sua liberazione e salvezza. Ti adoriamo, Cristo, Dio vero, sei venuto sulla terra e, dopo avere assunto la carne e chiedendo il battesimo, ti rivolgi agli uomini, offrendo a loro benevolenza, pace e salvezza.
Rivolgo il fraterno saluto e i fervidi auguri del Patriarcato Ecumenico, Vertice del Mondo Ortodosso Orientale, all’onorabile e devoto popolo appartenente alla Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta, così come anche a tutti i nostri fratelli Ortodossi che vivono in Italia e Malta. Abbraccio il nostro eroico e operoso Clero, come anche gli Eminentissimi ed Eccellentissimi Pastori, Metropoliti e Vescovi, membri del Consiglio Episcopale Ortodosso d’Italia e Malta.
Infine, trasmetto a tutto il nostro Clero e al Popolo di Dio la benedizione Patriarcale e i paterni auguri di Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo, e auguro a ciascuno di Voi: “Buon Natale e Buon Nuovo Anno 2018, benedetto da Dio, pacifico e felice in tutto”!

Venezia, 24 Dicembre 2017


† Il Metropolita Gennadios
Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta
ed Esarca per l’Europa Meridionale




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Da leggere nelle chiese prima del Congedo, durante la Divina Liturgia di domenica prima di natale.


Il Metropolita Gennadios
Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta

MESSAGGIO PATRIARCALE PER IL NATALE 2017

MESSAGGIO PATRIARCALE 
PER IL NATALE 2017





data: 25-12-2017 - 

Messaggio 

di S.S. il Patriarca 

Ecumenico Bartolomeo in 

occasione della Festa di 

Natale 2017

 


+ B A R T O LO M EO
PER GRAZIA DI DIO ARCIVESCOVO DI COSTANTINOPOLI,
NUOVA ROMA E PATRIARCA ECUMENICO
A TUTTO IL PLEROMA DELLA CHIESA
GRAZIA, MISERICORDIA E PACE
DA CRISTO SALVATORE NATO A BETLEMME
***


Amati Fratelli in Cristo e Figli prediletti,

Per grazia di Dio siamo stati resi degni di giungere ancora una volta alla grande festa della Nascita secondo la carne del Logos Divino, che è venuto nel mondo per offrirci lo “stare bene”[1], la liberazione dal peccato, dalla schiavitù delle opere della legge e dalla morte, per donarci la vita in verità e la grande gioia, che “nessuno ce la toglie”[2].

Accogliamo il “Dio perfettissimo”[3], che “l’amore ha portato sulla terra”[4], che è divenuto per noi “anche più consanguineo di noi stessi”[5]. Il Dio Logos che si è svuotato, discende nella sua creatura decaduta “condiscendenza ineffabile e inconcepibile”[6]. L’incontenibile a tutto”, è contenuto nel seno della Vergine, il grande è presente nelle piccole cose. Questo grande comandamento della nostra fede, il come il Dio sovraessenziale “sia divenuto uomo a favore dell’uomo”[7], rimane un mistero oscuro. “Il grande mistero della divina Incarnazione, rimane sempre un mistero”[8].

Questo fatto strano e paradossale, “che è stato nascosto da secoli e da generazioni”[9], è il fondamento della divinizzazione per grazia dell’uomo. “In nessun altro c'è salvezza; poiché non vi è altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati”[10].

Questa è la più eccelsa verità salvifica per l’uomo. Apparteniamo a Cristo. Tutto è unito a Cristo. In Cristo la nostra natura corrotta viene riplasmata, a Sua immagine viene ristabilita e si apre per tutti gli uomini la via a Sua somiglianza. Mediante l’assunzione da parte del Logos Divino della natura umana, si fonda l’unità del genere umano per il comune destino divino e per la comune salvezza. Non si salva quindi solo l’umanità, ma tutto intero il creato. Come la caduta dei Progenitori trascina con sé tutta la creazione, così anche l’Incarnazione del Figlio e Logos di Dio riguarda l’intero universo. “Libera è la creazione, e figli della luce quanti erano primi ottenebrati”[11]. San Basilio ci chiama a festeggiare la Santa Nascita di Cristo, come la “comune festa di tutto il creato”, come “liberazione del mondo, il genetliaco dell’umanità”[12].

Si ode “Cristo è nato”, purtroppo ancora una volta in un mondo pieno di violenze, di pericolosi antagonismi, di diseguaglianze sociali e di violazione dei fondamentali diritti umani. Nel 2018 si compiono settant’anni dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, la quale, dopo le tremende esperienze e catastrofi della Seconda Guerra Mondiale, diede risalto ai più alti ideali comuni, che devono essere rispettati fermamente da tutti i popoli e stati. Tuttavia, l’inosservanza di questa Dichiarazione continua, mentre vari abusi e calcolate interpretazioni dei diritti dell’uomo minano il loro rispetto e la loro realizzazione. Continuiamo a non venire istruiti dalla storia o a non voler esserne istruiti. Neppure le tragiche esperienze di violenza e l’umiliazione dell’essere umano, né la dichiarazione di alti ideali, ha impedito il proseguimento della violenza e delle guerre, l’apoteosi della forza, lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Né, naturalmente, il potere dei mezzi tecnici e le conquiste straordinarie della scienza, né il progresso economico, hanno portato giustizia sociale e la pace bramata. Al contrario, nella nostra epoca l’eudemonismo dei detentori è aumentato e la globalizzazione distrugge i patti della coesione sociale e della pace.

La Chiesa non può ignorare queste minacce contro l’essere umano. “Nulla, infatti, vi è di così sacro quanto l’uomo, al quale Dio si è unito con la natura”[13]. Lottiamo per l’uomo, per la salvaguardia della libertà e della giustizia, nella consapevolezza che “veramente la pace viene da Dio”[14], che il mistero sovrarazionale dell’Incarnazione del Logos di Dio e della divinizzazione per grazia dell’uomo rivela la verità riguardo alla libertà e al destino divino dell’uomo.

Viviamo nella Chiesa la libertà, da Cristo, in Cristo e verso Cristo. Al nocciolo di questa libertà appartiene l’amore, che “non cerca il proprio interesse”[15], l’amore “da un cuore puro”[16]. Mentre l’uomo indipendente, autocosciente e autosufficiente, autodivinizzato ed autoesaltato gira attorno a se stesso, alla propria beatitudine autocompiacente e vede l’altro, come una limitazione della propria libertà, la libertà in Cristo si indirizza verso il fratello, si muove verso il prossimo, si avvera nell’amore. Il compito del fedele non è la rivendicazione di diritti, ma di “compiere e fare i precetti di Cristo”[17] in umiltà e gratitudine.

Questa verità della vita in Cristo, della libertà in quanto amore e dell’amore in quanto libertà, è la prima pietra e la garanzia per il futuro dell’umanità. Confidando su questo principio ispirato da Dio, possiamo affrontare le grandi sfide del presente, le quali minacciano non solo il vivere bene, ma anche lo stesso vivere dell’umanità.

Anche il Santo e Grande Sinodo della Chiesa Ortodossa (Creta 2016) ha messo in rilievo la verità del “Dio-Uomo”, come risposta all’odierno “uomo-dio” e per proclamare il destino eterno dell’uomo: “La Chiesa Ortodossa davanti al contemporaneo "uomo-dio” afferma il “Dio-Uomo” come misura ultima di tutte le cose. ‘Non parliamo di un uomo che è stato divinizzato, ma di Dio che si è fatto uomo’ (Giovanni Damasceno - Esposizione esatta della Dottrina ortodossa III, 2 PG 94,988). La Chiesa rivela la verità salvifica del Dio-Uomo e il Suo Corpo, la Chiesa, come luogo e modo di vita in libertà, ‘come un confessare la verità nell’amore’ (Ef 4,15), e come una partecipazione, anche ora sulla terra, nella vita del Cristo risorto.”[18]

L’Incarnazione del Logos di Dio è la attestazione e la certezza che lo stesso Cristo dirige la storia, come un cammino verso il Regno delle Cose Ultime. Naturalmente il cammino della Chiesa verso il Regno, che non viene realizzato lontano o indipendentemente dalla realtà storica, delle sue contraddizioni e delle sue vicissitudini, non è mai stato senza difficoltà. In mezzo a esse, la Chiesa testimonia riguardo alla verità e compie la sua opera santificante, pastorale e trasfigurante. “La verità infatti è colonna e fondamento della Chiesa… Colonna dell’Universo è la Chiesa, … ed è un mistero, sia grande, e sia un mistero di fedeltà”[19].

Fratelli e Figli nel Signore,

Festeggiamo insieme, col desiderio che il Logos di Dio abiti in noi, con esultanza e colmi di gioia, le feste dei Santi Dodici Giorni. Auguriamo dal Fanar, che il nostro Signore e Salvatore, incarnato e disceso tra la stirpe degli uomini, doni a tutti durante il nuovo anno della Sua bontà, salute fisica e spirituale, pace e amore vicendevole, che custodisca come si deve la Sua Santa Chiesa e benedica le opere della sua diaconia, per glorificare il santissimo e lodatissimo Suo nome.


Natale 2017
Il Patriarca di Costantinopoli
Fervente intercessore presso Dio per tutti voi.


Domenica prima del Natale - 24 dicembre 2017 - Si fa memoria di tutti i padri che dall’inizio del mondo si sono resi graditi a Dio, da Adamo sino a Giuseppe, sposo della Santissima Theotokos. Eugenia monaca, martire e Filippo suo padre

 Domenica prima del Natale 

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 Si fa memoria di tutti i padri che dall’inizio del mondo si sono resi graditi a Dio, da Adamo sino a Giuseppe, sposo della Santissima Theotokos. 

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San Eugenia monaca, martire e Filippo suo padre 


LETTURA DELLA DOMENICA
24 dicembre 2017

Apostolo
Eb 11, 9-10; 32-40

Fratelli, per fede Abramo soggiornò nella terra promessa come in una regione straniera, abitando sotto le tende, come anche Isacco e Giacobbe, coeredi della medesima promessa. Egli aspettava infatti la città dalle salde fondamenta, il cui architetto e costruttore è Dio stesso. Questo perché stimava l'obbrobrio di Cristo ricchezza maggiore dei tesori d'Egitto; guardava infatti alla ricompensa. E che dirò ancora? Mi mancherebbe il tempo, se volessi narrare di Gedeone, di Barak, di Sansone, di Iefte, di Davide, di Samuele e dei profeti, i quali per mezzo della fede hanno conquistato regni, hanno esercitato la giustizia, hanno conseguito le promesse, hanno chiuso le fauci dei leoni, hanno spento la violenza del fuoco, sono sfuggiti al taglio della spada, sono stati rinvigoriti dalla malattia, sono divenuti forti in guerra, hanno messo in fuga le schiere degli stranieri, alcune donne riebbero per risurrezione i loro morti. Altri invece furono torturati, non accettando la liberazione loro offerta, per ottenere una risurrezione migliore. Altri subirono scherni e flagelli, catene e prigionia. Furono lapidati, torturati, segati, furono uccisi di spada, vagarono coperti di pelli di pecore e capre, bisognosi, tribolati, maltrattati –di loro il mondo non era degno!- errando nei deserti e sui monti, tra le grotte e le spelonche della terra. Tutti questi, pur avendo ricevuto per la loro fede una buona testimonianza, non conseguirono la promessa, avendo Dio predisposto qualcosa di meglio per noi, perché non ottenessero la perfezione senza di noi.

 Vangelo
Mt 1, 1-25

Genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Farès e Zara da Tamar, Farès generò Esrom, Esrom generò Aràm, Aràm generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmòn, Salmòn generò Boòz da Racàb, Boòz generò Obed da Ruth, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide. Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa, Salomone generò Roboàmo, Roboàmo generò Abia, Abia generò Asaf, Asaf generò Giosafàt, Giosafàt generò Ioràm, Ioràm generò Ozia, Ozia generò Ioatàm, Ioatàm generò Acaz, Acaz generò Ezechia, Ezechia generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosia, Giosia generò Ieconìa e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia. Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconìa generò Salatiel, Salatiel generò Zorobabele, Zorobabele generò Abiùd, Abiùd generò Eliakìm, Eliakim generò Azòr, Azòr generò Sadòk, Sadòk generò Achim, Achim generò Eliùd, Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò Mattàn, Mattàn generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale fu generato Gesù chiamato Cristo. La somma di tutte le generazioni, da Abramo a David è così di quattordici; da Davide fino alla deportazione in Babilonia è ancora di quattordici; dalla deportazione in Babilonia fino a Cristo è, infine, di quattordici. Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme, si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe il suo sposo era giusto e non voleva ripudiarla, e così decise di rimandarla in segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei è dallo Spirito Santo. Ella partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati”. Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: “Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele”, che significa Dio con noi. Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio. E gli diede nome Gesù.