sabato 23 agosto 2025

DOMENICA XI di MATTEO - 24 Agosto 2025 - San Cosma l'Etolio

 DOMENICA XI di MATTEO



                                  San Cosma l'Etolio

LETTURA DELLA DOMENICA 

24 Agosto 2025


APOSTOLO 

1 CORINZI 9:2-12


Fratelli .....se per altri non sono apostolo, per voi lo sono; perché il sigillo del mio apostolato siete voi nel Signore.  Questa è la mia difesa davanti a coloro che mi esaminano.  Non abbiamo forse il diritto di mangiare e di bere?  Non abbiamo forse il diritto di condurre in giro una sorella e una donna, come fanno gli altri apostoli, i fratelli del Signore e Cefa?  O forse soltanto io e Barnaba non abbiamo il diritto di astenerci dal lavorare?  Chi mai infatti serve a proprie spese? Chi pianta una vigna e non ne mangia il frutto? O chi pasce un gregge e non mangia il latte del gregge?  Non dico io queste cose secondo l'uomo? O non dice anche la legge queste cose?  Sta scritto infatti nella legge di Mosè: Non metterai la museruola al bue che ara. Non ha forse parte con Dio nei confronti dei buoi? Oppure parla per noi? Poiché sta scritto per noi: chi ara deve arare nella speranza, e chi ara deve avere parte alla speranza, nella speranza.  Se abbiamo seminato per voi i beni spirituali, non raccoglieremo forse i vostri beni materiali? Se altri hanno parte alla vostra autorità, non l'abbiamo forse anche noi? Noi però non abbiamo usato di questa autorità, ma ci freniamo in ogni cosa, per non ostacolare il vangelo di Cristo.

VANGELO

MATTEO 18:23-35


 Per questo motivo il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi.  E, avendo cominciato a fare i conti, gli fu presentato uno che gli doveva mille talenti.  E poiché non era in grado di restituire, il suo padrone gli ordinò di prendere la moglie, i figli e tutto ciò che aveva, e di restituire tutto ciò che aveva.  Allora il servo, prostratosi, lo adorò, dicendo: Signore, abbi pazienza con me e ti pagherò ogni cosa.  Allora il padrone di quel servo, mosso a compassione, lo sciolse e gli condonò il debito.  Ma quel servo, uscito, trovò uno dei suoi conservi che gli doveva cento denari; gli mise le mani addosso e lo strangolò, dicendo: Pagami quello che devi.  E il suo conservo, prostratosi ai suoi piedi, lo supplicava, dicendo: Abbi pazienza con me e ti pagherò.  Ma egli non volle, anzi andò e lo fece gettare in prigione, finché non avesse pagato il dovuto.  Ma i suoi conservi, visto ciò che era accaduto, ne furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto.  Allora il suo padrone lo chiamò e gli disse: Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito, perché tu mi hai pregato;  non dovevi anche tu aver pietà del tuo conservo, così come io ho avuto pietà di te?  E il suo padrone, adirato, lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse pagato tutto il dovuto.  Così anche il mio Padre celeste farà con voi, se non perdonerete di cuore ciascuno al proprio fratello.


Nessun commento:

Posta un commento