giovedì 19 aprile 2012

L' INCREDULITA' DI SAN TOMMASO


L' INCREDULITA' DI SAN TOMMASO



Signore mio e Dio mio

Tommaso,  era uno dei dodici, chiamato Didimo, non era con loro quando venne Gesù" (Gv 20,24). Questo discepolo era assente quando il Gesù apparse ai suoi . Quando ritornò udì il racconto dei fatti accaduti, ma rifiutò di credere a quello che aveva sentito. Venne ancora il Signore e al discepolo incredulo offrì il costato da toccare, mostrò le mani e, indicando la cicatrice delle sue ferite, guarì quella della sua incredulità. Che cosa, fratelli, intravedete in tutto questo? Attribuite forse a un puro caso che quel discepolo scelto dal Signore sia stato assente, e vedendo poi abbia udito il fatto, e udendo abbia dubitato, e dubitando abbia toccato, e toccando abbia creduto? No, questo non avvenne a caso, ma per divina disposizione. La clemenza del Signore ha agito in modo meraviglioso, poiché quel discepolo, con i suoi dubbi, mentre nel suo maestro toccava le ferite del corpo, guariva in noi le ferite dell'incredulità. L'incredulità di Tommaso ha giovato a noi molto più, riguardo alla fede, che non la fede degli altri discepoli. Mentre infatti quello viene ricondotto alla fede col toccare, la nostra mente viene consolidata nella fede con il superamento di ogni dubbio. Così il discepolo, che ha dubitato e toccato, è divenuto testimone della verità della risurrezione. Toccò ed esclamò: " Mio Signore e mio Dio !". Gesù gli disse:" Perché mi hai veduto, hai creduto" (Gv 20, 28-29). Siccome l'apostolo Paolo dice:" La fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono ", è chiaro che la fede è prova di quelle cose che non si possono vedere. Le cose che si vedono non richiedono più la fede, ma sono oggetto di conoscenza. Ma se Tommaso vide e toccò, come mai gli viene detto: " Perché mi hai veduto, hai creduto "? Altro però fu ciò che vide e altro ciò in cui credette. La divinità infatti non può essere vista da uomo mortale. Vide dunque un uomo e riconobbe Dio, dicendo: " Mio Signore e mio Dio ! ". Credette pertanto vedendo. Vide un vero uomo e disse che era quel Dio che non poteva vedere. Ci reca grande gioia quello che segue:" Beati quelli che pur non avendo visto crederanno! " (Gv 20,28). Con queste parole senza dubbio veniamo indicati specialmente noi, che crediamo in colui che non abbiamo veduto con i nostri sensi. Siamo stati designati noi, se però alla nostra fede facciamo seguire le opere. Crede infatti davvero colui che mette in pratica con la vita la verità in cui crede. Dice infatti san Paolo di coloro che hanno fede soltanto a parole:" Dichiarano di conoscere Dio, ma lo rinnegano con i fatti " (Tt 1,16). E Giacomo scrive:" La fede senza le opere è morta". (Gc 2,26).



II DOMENICA DI PASQUA DI TOMMASO

II DOMENICA DI PASQUA  DI TOMMASO




Lettura  della domenica 22/04/2012

APOSTOLO : Atti 5:12-20


Fratelli  molti miracoli e prodigi avvenivano fra il popolo per opera degli apostoli. Tutti erano soliti stare insieme nel portico di Salomone;  degli altri, nessuno osava associarsi a loro, ma il popolo li esaltava.  Intanto andava aumentando il numero degli uomini e delle donne che credevano nel Signore  fino al punto che portavano gli ammalati nelle piazze, ponendoli su lettucci e giacigli, perché, quando Pietro passava, anche solo la sua ombra coprisse qualcuno di loro.  Anche la folla delle città vicine a Gerusalemme accorreva, portando malati e persone tormentate da spiriti immondi e tutti venivano guariti.
 Si alzò allora il sommo sacerdote e quelli della sua parte, cioè la setta dei sadducei, pieni di livore,  e fatti arrestare gli apostoli li fecero gettare nella prigione pubblica.  Ma durante la notte un angelo del Signore aprì le porte della prigione, li condusse fuori e disse:  «Andate, e mettetevi a predicare al popolo nel tempio tutte queste parole di vita».




VANGELO di Giovanni 20:19-31



 La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!».  Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.  Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi».  Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo;  a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù.  Gli dissero allora gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò».
 Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!».  Poi disse a Tommaso: «Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!».  Rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!».  Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!».
Molti altri segni fece Gesù in presenza dei suoi discepoli, ma non sono stati scritti in questo libro. Questi sono stati scritti, perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

domenica 15 aprile 2012

SANTA E GRANDE DOMENICA DI PASQUA

Santa e Grande Domenica di Pasqua. 
Si festeggia la vivificante Risurrezione del Signore Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo  




Omelia di san Giovanni Crisostomo

Se qualcuno è pio e ama il Signore, goda di questa lieta e luminosa festa! Ogni servitore fedele entri giubilo nel gaudio del suo Signore. Chi ha faticato digiunando, riceva ora la sua ricompensa. Chi ha lavorato fin dalla prima ora, riceva oggi il suo giusto salario; chi è arrivato dopo la terza, sia lieto nel rendere grazie; chi è giunto dopo la sesta, non esiti affatto: non riceverà alcun danno; chi si è attardato fino alla nona, venga avanti, non tema; chi è arrivato solamente all'undecima, non si rattristi per il ritardo, il Padrone infatti è generoso: accoglie l'ultimo casi come il primo; concede il riposo a quello dell'undecima ora come all'operaio che ha lavorato sin dalla prima ora; ha pietà dell'ultimo e ricompensa il primo; a questi da e a quelli regala. Accetta le opere e loda l'intenzione; apprezza l'azione e loda il buon proposito.
Orsù dunque, entrate tutti nella gioia del nostro Signore: primi ed ultimi, ricevete la ricompensa; ricchi e poveri, danzate insieme; temperanti e spensierati, onorate questo giorno: abbiate o no digiunato, oggi rallegratevi di questo giorno! La mensa è ricolma, gustatene tutti a sazietà; il vitello è abbondante, nessuno si alzi affamato. Tutti prendete parte al banchetto della fede. Godete tutti della ricchezza della bontà. Nessuno si lamenti della miseria: si è manifestato infatti Il comune Regno.
Nessuno pianga per i suoi peccati: il perdono si è levato dal sepolcro. Nessuno tema la morte: ci ha infatti liberati la morte del Salvatore; l'ha distrutta mentre era stretta da essa. Ha punito l'inferno Colui che è disceso negli inferi; l'ha amareggiato perché aveva toccato la sua carne. Isaia l'aveva previsto quando gridava: «l'Inferno fu amareggiato quando s'incontrò con te negli abissi». Fu amareggiato perché fu distrutto, fu amareggiato perché fu Ingannato, fu amareggiato perché fu incatenato. Ha preso un corpo e si è trovato innanzi un Dio, ha preso della terra e ha incontrato il cielo, ha preso il visibile e si è imbattuto nell'invisibile.
Dov'è o morte il tuo pungolo? Dov'è inferno la tua vittoria? Cristo è risorto e tu sei precipitato. Cristo è risorto e i demoni sono caduti. Cristo è risorto e gli Angeli si rallegrano. Cristo è risorto ed è sorta la città della vita. Cristo è risorto e nessun morto resta nel sepolcro. Cristo infatti, resuscitando dai morti, è diventato primizia di coloro che dormono nei sepolcri.
A lui sia gloria e potenza nei secoli dei secoli. Amìn.


APOSTOLO dagli Atti 1:1-8


 Nel mio primo libro ho già trattato, o Teòfilo, di tutto quello che Gesù fece e insegnò dal principio fino al giorno in cui, dopo aver dato istruzioni agli apostoli che si era scelti nello Spirito Santo, egli fu assunto in cielo.

 Egli si mostrò ad essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere che si adempisse la promessa del Padre «quella, disse, che voi avete udito da me:  Giovanni ha battezzato con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo, fra non molti giorni».

 Così venutisi a trovare insieme gli domandarono: «Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno di Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta,  ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra».




VANGELO di Giovanni 1:1-17


 In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.
 Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.
 In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini;  la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l'hanno accolta.
 Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni.
 Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui.
 Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce.


 Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.
 Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo riconobbe.
 Venne fra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto.
 A quanti però l'hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: 


a quelli che credono nel suo nome,  i quali non da sangue,
né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.
 E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre,  pieno di grazia e di verità.


 Giovanni gli rende testimonianza e grida: «Ecco l'uomo di cui io dissi:
Colui che viene dopo di me mi è passato avanti, perché era prima di me».
 Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia.
 Perché la legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.




CRISTO E' RISORTO ?


 E' VERAMENTE RISORTO ALLELUIA


mercoledì 11 aprile 2012

MESSAGGIO PATRIARCALE PER LA SANTA PASQUA 2012


MESSAGGIO PATRIARCALE PER LA PASQUA 2012


+ B A R T O L O M E O
PER GRAZIA DI DIO
ARCIVESCOVO DI COSTANTINOPOLI – NUOVA ROMA
E PATRIARCA ECUMENICO






A TUTTO IL PLEROMA DELLA CHIESA
GRAZIA, PACE E MISERICORDIA
DA CRISTO SALVATORE GLORIOSAMENTE RISORTO
Divenne primogenito tra i morti
(Apolitichion resurrezionale, tono 3°)
Amati Figli nel Signore,
Se la Resurrezione di Cristo riguardasse solo Lui stesso, il suo significato sarebbe per noi nullo. Ma Cristo non è risorto da solo. Insieme a Lui è risorto tutto il genere umano. Grida a gran voce al riguardo il nostro predecessore, il Sacro Crisostomo: “Cristo è risorto e nel sepolcro non vi è alcun morto. Cristo infatti è resuscitato dai morti, è divenuto primizia dei defunti”, primizia evidentemente della resurrezione di tutti i defunti e di coloro che in seguito si sarebbero addormentati e del loro transito dalla morte alla vita. Il messaggio è gioioso per tutti, perché la Resurrezione di Cristo annulla la forza della morte. Coloro che credono in Lui, professano la Resurrezione dei morti e per questo sono battezzati nella sua morte, risorgono insieme con Lui e vivono la vita eterna.
Il mondo lontano da Cristo cerca di accumulare beni materiali perché poggia su di essi la speranza della propria vita. Sconsideratamente spera che attraverso la ricchezza eviterà la morte. E l’uomo che sbaglia nell’accumulare ricchezze, come se esse allungassero la sua vita, diffonde la morte agli altri. Egli strappa da loro la forza economica della sopravvivenza e spesso interrompe violentemente il filo della loro vita, sperando che così potrà salvare la propria vita.
Ma ahimè! Grande è il suo errore. La vita si guadagna con la fede in Cristo e con la incorporazione in Lui. L’esperienza della Chiesa Ortodossa assicura che coloro i quali sono uniti a Cristo vivono anche dopo la morte, si ricongiungono con i viventi, conversano con loro, li sentono e spesso vengono incontro miracolosamente alle loro richieste.
Non serve più la ricerca mitologica dell’”acqua della immortalità”. La immortalità esiste in Cristo ed è offerta a tutti attraverso di Lui.
Non serve annientare popoli per far sopravvivere altri popoli. Né c’è bisogno di annientare esseri umani indifesi per far vivere in modo più agiato altri esseri umani. Cristo offre a tutti la vita terrestre e la vita celeste. Egli è risorto per quanti desiderano seguirlo sulla via della resurrezione. Al contrario, quanti indirettamente o direttamente diffondono la morte, credendo così di prolungare o facilitare la propria vita, condannano se stessi alla morte eterna.
Il nostro Signore Risorto, Gesù Cristo, è venuto al mondo affinché tutti gli uomini abbiano vita e ne abbiano in abbondanza. Sarebbe un grande errore credere che il benessere pervenga al genere umano attraverso lotte intestine.
Cristo ha fatto risorgere i morti ed ha annullato la loro morte. Ha la forza di eludere la morte. Il fatto che abbia vinto la morte, conferma la sua avversione verso di essa. Cristo conduce alla vita, la riprende, eventualmente interrompendola, perché Egli è “la Vita e la nostra Resurrezione”. Per questo i credenti non hanno paura della morte. La nostra forza non consiste nella invulnerabilità della nostra esistenza, ma nella sua resurrezione.
Cristo è risorto! E anche noi risorgeremo!
Seguiamo, fratelli e figli amati nel Signore, il Cristo Risorto, in tutte le sue opere. Aiutiamo coloro che vivono privi di mezzi di sussistenza, per mantenerli in vita. Proclamiamo a coloro che ignorano la Resurrezione di Cristo, che per mezzo di essa è stata eliminata la morte e che di conseguenza anche loro possono prendere parte alla Sua Resurrezione, credendo in Lui e seguendo i Suoi passi. La nostra resurrezione è allora possibile solo quando è offerta attraverso la resurrezione degli altri nostri fratelli. Solo allora l’enunciazione vittoriosa “Cristo è risorto” agirà in modo salvifico per tutta l’umanità. Così sia.- .
Santa Pasqua 2012
Il Patriarca di Costantinopoli
Fervente intercessore per voi tutti
presso il Cristo Risorto

 








MESSAGGIO METROPOLITA D'ITALIA E MALTA PER LA SANTA PASQUA



+ GENNADIOS
 PER GRAZIA DI DIO
METROPOLITA D’ ITALIA E MALTA
ED ESARCA PER L’EUROPA MERIDIONALE
A TUTTO IL SACRO CLERO ED AL PLEROMA FEDELE
DELLA NOSTRA ARCIDIOCESI ORTODOSSA


Figli amati nel Signore,
La “Festa delle Feste” e la “Solennità delle Solennità”, la salvifica Resurrezione del Salvatore nostro Gesù Cristo, è la “Festa dell’Amore”, è il “Giorno della fratellanza”, è la “Gioia infinita della Salvezza”.
Il padre dell’Amore e del Dialogo, Giovanni Crisostomo, presenta Cristo che dice agli uomini: “Io sono padre, io fratello, io sposo, io colui che dà il cibo, io il mantello, tutto ciò che vuoi sono io. Io poi lavorerò; sono venuto, infatti, per servire e non per essere servito. Io sono sia amico, sia membro, sia capo. Io sono povero per te e mendicante per te. Tu per me sei tutto, sia fratello che coerede, sia amico che membro. Cosa cerchi di più?”
La Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta sta progettando, dal prossimo 1 al 5 novembre, una visita a Costantinopoli ed al Centro dell’Ortodossia, il nostro Patriarcato Ecumenico, dove la Chiesa è stata guidata da Padri come San Giovanni Crisostomo e da numerosi Arcivescovi di Costantinopoli e Patriarchi Ecumenici, a cominciare dall’Apostolo Sant’Andrea sino a Sua Santità l’attuale Patriarca Ecumenico Bartolomeo. Invitiamo sia il Sacro Clero che il Pio Popolo a partecipare a tale Pellegrinaggio, allo scopo di ricevere personalmente la Benedizione da parte di Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo e di visitare Luoghi Sacri della Cristianità.
La Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta, allo scopo di contenere i costi di viaggio in aereo e di permanenza in albergo, prega caldamente gli interessati di comunicare la propria adesione entro la domenica della Santa Pentecoste (3 giugno). Saranno comunicati per tempo i dettagli del viaggio.
In conclusione, augurando a tutti voi, da parte del nostro Salvatore Risorto Gesù Cristo, l’Amore Divino che supera ogni mente e che sovrasta il mondo, affinché la vostra vita sia piena di gioia e letizia ed abbiate lunga vita, salute del corpo e dell’anima, vi abbracciamo tutti con amore paterno, assicurando le nostre fervide preghiere.
“Buona Santa Pasqua!”
Venezia, 03 aprile 2012
+ Metropolita Gennadios
Arcivescovo Ortodosso d’Italia a Malta ed
Esarca per l’Europa Meridionale


                                                                                                                                     ORTODOSSIA.IT

martedì 3 aprile 2012

PROGRAMMA DEI S.S. UFFICI DELLA SETTIMANA SANTA 2012


PROGRAMMA DEI S.S. UFFICI DELLA SETTIMANA SANTA 2012

CHIESA ORTODOSSA CHIETI 
" SAN COSTANTINO ED ELENA E SAN NICOLA"
VIALE ABRUZZO ,122 - CHIETI SCALO
3388772387 padre Anatoliy


PROGRAMMA DEI SS.UFFICI DELLA
SETTIMANA SANTA 2012

12/04/2012 GIOVEDI SANTO (Ultima cena-La Santa Passione)
ore 18.30 Ufficio della Santa Passione
Preparazione dell'Epitafios /плащеница/sepolcro

13/04/2012 VENERDI SANTO (La santa passione)
ore 10.30 Ufficio del Mattutino del Sabato Santo (Epitafios)
ore 18.30 Litania dell'epitafios/плащеница
Processione Epitafios
Ritorno alla chiesa

14/04/2012 SABATO SANTO (La discesa agli Inferi)
ore 22.30 Panachida e Ufficio della Mezzanotte
ore 23.45 Litania della Resurrezione
ore 00.00 15/04/2012 Ufficio della Resurrezione (davanti alla
chiesa) ritorno in chiesa e celebrazione della Divina
Liturgia Pasquale di San Giovanni Crisostomo.
Benedizione cestini (uova, formaggi, ecc)

lunedì 2 aprile 2012

DOMENICA DELLE PALME


DOMENICA DELLE PALME







LETTURE DELLA DOMENICA
8 APRILE 2012


APOSTOLO

Fratelli  rallegratevi nel Signore, sempre; ve lo ripeto ancora, rallegratevi.
La vostra affabilità sia nota a tutti gli uomini. Il Signore è vicino!
Non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessità esponete
a Dio le vostre richieste,
con preghiere, suppliche e ringraziamenti; e la pace di Dio,
che sorpassa ogni intelligenza,
custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù.
In conclusione, fratelli, tutto quello che è vero, nobile, giusto,
puro, amabile, onorato, quello
che è virtù e merita lode, tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri.
Ciò che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me,
è quello che dovete fare.
E il Dio della pace sarà con voi!




VANGELO
Gv-12. 1-18
Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell'aroma di quel profumo. Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro.
Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché essa lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».
Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Lazzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.
Il giorno seguente, la grande folla che era venuta per la festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, prese dei rami di palme e uscì incontro a lui gridando:
«Osanna!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore,
il re d'Israele!».
Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, come sta scritto:
Non temere, figlia di Sion!
Ecco, il tuo re viene,
seduto su un puledro d'asina.

I suoi discepoli sul momento non compresero queste cose; ma, quando Gesù fu glorificato, si ricordarono che di lui erano state scritte queste cose e che a lui essi le avevano fatte. Intanto la folla, che era stata con lui quando chiamò Lazzaro fuori dal sepolcro e lo risuscitò dai morti, gli dava testimonianza. Anche per questo la folla gli era andata incontro, perché aveva udito che egli aveva compiuto questo segno.