giovedì 10 marzo 2016

sabato 5 marzo 2016

Domenica di Carnevale - 6 Marzo 2016 - In questa domenica si fa memoria della seconda e incorruttibile parusia del Cristo 42 martiri di Amorio (845);ritrovamento della venerabile Croce a Gerusalemme (326).

 Domenica di Carnevale

 In questa domenica si fa memoria della seconda e incorruttibile parusia del Cristo 42 martiri di Amorio (845); 


ritrovamento della venerabile Croce a Gerusalemme (326).

Lettura della Domenica
6 marzo 2016

Kondakion

Quando sulla terra verrai, o Dio, con gloria, e tremerà l’universo, e un fiume di fuoco scorrerà davanti al tuo tribunale e saranno aperti i libri e rese pubbliche le cose segrete: liberami allora dal fuoco inestinguibile, e fammi degno di stare alla tua destra, o giudice giustissimo.


Apostolo
I Cor 8,8 – 9,2

 Fratelli, non sarà certo un alimento ad avvicinarci a Dio: se non ne mangiamo, non veniamo a mancare di qualcosa, né, mangiandone, ne abbiamo un vantaggio. Badate però che questa vostra libertà non divenga occasione di caduta per i deboli. Se uno infatti vede te, che hai la conoscenza, stare a tavola in un tempio di idoli, la debole coscienza di questi non sarà spinta a mangiare le carni immolate agli idoli? Ed ecco, per la tua conoscenza va in rovina il debole, un fratello per il quale Cristo è morto! Peccando così contro i fratelli e  ferendo la loro debole coscienza, voi peccate contro Cristo. Per questo, se un cibo scandalizza il mio fratello, non mangerò mai più carne, per non dare scandalo al mio fratello! Non sono forse libero? Non sono un apostolo? Non ho veduto Gesù, il nostro Signore? E non siete voi la mia opera nel Signore? Se per altri non sono apostolo, almeno per voi lo sono; voi siete il sigillo del mio apostolato nel Signore.

Vangelo
Mt 25, 31- 46

 Il Signore ha detto: “Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli santi, siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutti i popoli, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il Re dirà a quelli alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo. Perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero straniero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? E il Re risponderà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me. Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. Anch'essi allora risponderanno: Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato, forestiero, nudo, malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? Allora egli risponderà loro: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna”.

sabato 27 febbraio 2016

Domenica del Dissoluto - 28 Febbraio 2016 - San Basilio il Confessore, monaco; San Kiranna, martire; San Barso, martire

Domenica del Dissoluto 


 


 San Basilio il Confessore, monaco;


 San Kiranna, martire; 

San Barso, martire

Lettura della Domenica
28 febbraio 2016 

Apolitikion


Le potenze angeliche * erano vicino al tuo sepolcro * ed i custodi * divennero come morti * e stava Maria alla tomba * cercando il tuo corpo immacolato: * Hai spogliato l’Ade, * senza esserne tentato, * sei andato incontro alla Vergine, * donando la vita. * O risorto dai morti, * Signore, gloria a Te.

Kontakion


 Dalla tua gloria paterna,* esclusomi stoltamente,* nei mali ho dissipato, * la ricchezza che desti a me, * per questo – con la voce, * del Pubblicano grido:* Ho peccato, davanti a te Padre clemente: * Ricevimi convertito, - e fammi, come uno dei salariati tuoi.

Apostolo
I Cor 6, 12- 20


 Fratelli, “tutto mi è lecito”, ma non tutto giova; “tutto mi è lecito”, ma io non mi lascerò dominare da nulla. “I cibi sono per il ventre e il ventre per i cibi”, ma Dio distruggerà questo e quelli! Il corpo non è per l’impudicizia, ma per il Signore, e il Signore è per il corpo. Dio, poi, che ha risuscitato il Signore, risusciterà anche noi con la sua potenza. Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Prenderò Domenica 28.2.2016- del Dissoluto Lc 24,36-53 (VI). ICor 6,12-20; Lc 15, 11-32 2 dunque le membra di Cristo e ne farò membra di una prostituta? Non sia mai! O non sapete voi che chi si unisce a una prostituta forma con essa un corpo solo? I due saranno –è detto- un corpo solo. Ma chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito. Fuggite la fornicazione! Qualsiasi peccato l’uomo commetta, è fuori dal suo corpo; ma chi si dà all’impudicizia pecca contro il proprio corpo. O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? Infatti siete stati comprati a caro prezzo! Glorificate dunque Dio nel vostro corpo e nel vostro spirito, che sono di Dio!

 Vangelo
Lc 15, 11- 32
 Il Signore ha detto questa parabola: “Un uomo aveva due figli. Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte dei beni che mi spetta. E il padre divise fra loro il patrimonio. Dopo non molti giorni, il figlio minore raccolse le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze, vivendo da dissoluto. Quando ebbe speso tutto, in quel paese ci fu una forte carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quel paese, che lo mandò nelle sue campagne a pascolare i porci. Avrebbe voluto sfamarsi con le carrube che mangiavano i porci, ma nessuno gliene dava. Allora rientrò in se stesso e pensò: Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te, non sono più degno di essere chiamato figlio tuo. Trattami come uno dei tuoi garzoni! Partì e si incamminò verso suo padre. Quando era ancora lontano, suo padre lo vide e si commosse, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo coprì di baci. Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te, non sono più degno di essere chiamato figlio tuo. Ma il padre disse ai suoi servi: Presto, portate qui il vestito più bello, e rivestitelo, mettetegli l’anello al dito e i calzari ai piedi. Portate il vitello grasso, macellatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa. Il figlio maggiore era in campagna. Al ritorno, quando fu vicino casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e s’informò di cosa stesse accadendo. Quello gli disse: Tuo fratello è tornato e tuo padre ha macellato il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo. Egli si indignò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo. Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e mai mi hai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che questo tuo figlio che ha dissipato i tuoi averi con le prostitute è tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso. Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me, e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”.



lunedì 22 febbraio 2016

AVVISO 27/02/2016 DIVINA LITURGIA A ORTONA

AVVISO 27/02/2016   

DIVINA LITURGIA A ORTONA

PATRIARCATO ECUMENICO DI COSTANTINOPOLI
SACRA ARCIDIOCESI ORTODOSSA D'ITALIA E MALTA

Parrocchia ortodossa di San Tommaso Apostolo

Ὀρθόδοξος Ἐνορία

Константинопольский Патриархат Православная Митрополия в Италии и Мальте
ПРАВОСЛАВНИЙ ПРИХОД
Святого Апостола Фомы

Православна парафія Святого Апостола Фоми

CELEBRAZIONE DIVINA LITURGIA

SABATO : 27/02/2016
ore 10,00 - Confessioni / Исповедь / Сповідь
ore 10,30 - Santa Liturgia / Бож.Литургия / Св'ята Літургія
Per informazioni : Padre Anatoliy tel: 3388772387

sabato 20 febbraio 2016

Domenica del Pubblicano e del Fariseo - 21 Febbraio 2016- San Timoteo monaco, San Eustachio patriarca di Gerusalemme, San Zaccaria di Gerusalemme.

Domenica del Pubblicano e del Fariseo 





San Timoteo monaco



San Eustachio patriarca di Antiochia

San Zaccaria di Gerusalemme


Lettura della Domenica

21 Febbraio 2016

Apolytìkion

Cantiamo, fedeli e adoriamo il Verbo coeterno al Padre e allo Spirito, partorito dalla Vergine a nostra salvezza: perché nella carne volle salire sulla croce, sottoporsi alla morte e risuscitare i morti con la sua risurrezione gloriosa. 

Kontakion
 Del Fariseo fuggiamo, la solennità, *e del Pubblicano impariamo, l’umiltà nei lamenti,* gridando verso il Salvatore: * Purifica noi, o solo arrendevole.

Apostolo
II Tim 3, 10- 15
 Diletto figlio Timoteo, tu hai seguito da vicino il mio insegnamento, la mia condotta, i miei propositi, la mia fede, la mia magnanimità, l’amore del prossimo, la pazienza, le persecuzioni e le sofferenze, quello che mi accadde ad Antiochia, a Iconio, a Listra. Sai quali persecuzioni ho sopportato. Da tutte mi ha liberato il Signore! Del resto, tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati. Ma gli uomini malvagi invece e gli impostori andranno di male in peggio, ingannando gli altri e venendo ingannati. Tu invece rimani saldo nelle cose che hai imparato e di cui hai acquisito certezza, sapendo bene da chi le hai apprese, e che fin dall’infanzia hai avuto conoscenza delle sacre Scritture: esse possono darti la sapienza che conduce alla salvezza per mezzo della fede in Cristo Gesù.

Vangelo
Lc 18, 10- 14

 Il Signore ha detto questa parabola: “Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri e neppure come questo esattore delle tasse; digiuno due volte la settimana e pago la decima su tutto quanto guadagno. Il pubblicano, invece, fermatosi a distanza, non osava neppure alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore! Io vi dico che questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell’altro, perché chiunque si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato”. 


sabato 13 febbraio 2016

Domenica XVII di Matteo - 14/02/2016 - San Aussenzio, Abramo, Marone, Nicola di Corinto nm.

 Domenica XVII di Matteo 

San Aussenzio, 


giusto  Abramo, 


San Marone b.;



San Nicola di Corinto nm


Lettura della Domenica
14 febbraio 2016


Apostolo
II Cor 6, 16 – 7, 1

 Fratelli, voi siete tempio del Dio vivente, come ha detto Dio: Abiterò e camminerò in mezzo a loro, e sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo. Perciò uscite di mezzo a loro e mettetevi in disparte, dice il Signore, non toccate nulla d’impuro. E io vi accoglierò e sarò per voi un padre e voi sarete per me figli e figlie, dice il Signore onnipotente. Con tali promesse, carissimi, purifichiamoci da ogni macchia della carne e dello spirito, portando a compimento la santificazione, nel timore di Dio.

Vangelo
 Mt 15, 21-28

 In quel tempo Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e Sidone. Ed ecco una donna cananea, di quella regione, si mise a gridare: "Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è crudelmente tormentata da un demonio!" Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si accostarono e lo imploravano: "Esaudiscila: vedi come ci grida dietro!" Egli rispose: "Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa d'Israele". Ma quella si avvicinò e si prostrò davanti a lui dicendo: "Signore, aiutami!" Ed egli rispose: "Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini". “È vero, Signore –disse la donna-, ma anche i cagnolini si nutrono delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni!" Allora Gesù le replicò: "Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri!" E da quell’istante sua figlia fu guarita.






sabato 6 febbraio 2016

Domenica XVI di Matteo - 7 febbraio 2016 - San Partenio di Lampsaco; San Luca di Stirio; San Giorgio di Creta nm.

 Domenica XVI di Matteo

 San Partenio di Lampsaco; 


San Luca di Stirio;

 
San Giorgio di Creta nm


Lettura della Domenica

7 Febbraio 2016




Apostolo
II Cor 6, 1-10

 Fratelli, poiché siamo collaboratori di Dio, vi esortiamo a non ricevere invano la sua grazia. Egli dice infatti: Nel tempo favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho aiutato. Ecco adesso il tempo favorevole, ecco ora il giorno della salvezza! A nessuno diamo motivo di scandalo, perché non venga biasimato il nostro ministero; ma in ogni cosa ci presentiamo come ministri di Dio, con molta pazienza, nelle afflizioni, nelle necessità, nelle angustie, nelle percosse, nelle carceri, nei tumulti, nelle fatiche, nelle veglie, nei digiuni; con purezza, sapienza, longanimità, bontà, con lo Spirito Santo, con amore sincero; con la parola di verità, con la potenza di Dio; con le armi della giustizia nella destra e nella sinistra; nella gloria e nell’umiliazione, nella cattiva e nella buona fama; ritenuti impostori e invece veritieri; come sconosciuti, eppure ben conosciuti; moribondi, eppure eccoci viventi; puniti, ma non messi a morte; afflitti, eppure sempre lieti; poveri, eppure arricchendo molti; come non avendo nulla, eppure possedendo ogni cosa! 

Vangelo
Mt 25, 14-30

Il Signore ha detto questa parabola: "Un uomo in procinto di partire, chiamò i propri servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì. Senza perdere tempo, quello che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Allo stesso modo quello che ne aveva ricevuti due ne guadagnò altri due. Ma quello che ne aveva ricevuto uno solo andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. Si presentò quello che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnato altri cinque. Gli disse il padrone: Bene, servo buono e fedele; sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. Si presentò poi quello dei due talenti e disse: Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnato altri due. Gli disse il padrone: Bene, servo buono e fedele; sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. Infine si presentò anche quello che aveva ricevuto un solo talento e disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; per questo ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra. Ecco, prendi ciò che è tuo. Il padrone gli rispose: Servo malvagio e pigro! Tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto consegnare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei recuperato il mio con l'interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Infatti a chi ha, verrà dato e sarà nell'abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quel che ha. E gettate il servo inutile nella tenebra esterna: là sarà pianto e stridore di denti".