sabato 3 febbraio 2024

XD DI MATTEO - 4 FEBBRAIO 2024 - SAN ISIDORO PELUSIOTA E SAN NICOLA IL CONFESSORE STUDITA

 XV DI MATTEO


            SAN ISIDORO PELUSIOTA



         SAN NICOLA IL CONFESSORE  STUDITA

Lettura della Domenica

4 FEBBRAIO 2024


APOSTOLO
2 CORINZI 4, 6 - 15

Fratelli....... perché  Dio  che  ha  detto la   luce risplende  dalle  tenebre, la quale ha  brillato nei  nostri  cuori  per   illuminare la conoscenza della  gloria   di Dio   nella   persona    di    Gesù Cristo.  Ma  noi  abbiamo  questo  tesoro   in  vasi  di  terra,  sicché  l'eccesso di potenza viene da Dio e  non da noi,  in tutte  le   cose   dolorose ma   non   angosciate,   bisognose   ma   non bisognose,  perseguitate ma non abbandonate,   scontate   ma  non   purificate ,   girando   sempre  intorno   alla   morte   del Signore Gesù nel  corpo,  affinché  anche   la vita  di  Gesù  nel nostro corpo possa manifestarsi.  
Infatti noi che siamo  viventi   ci   abbandoniamo   alla   morte per mezzo di Gesù, affinché la vita di Gesù possa manifestarsi anche   nella   nostra carne mortale.  affinché  in  noi  operi  la morte, ma in voi la vita. Avendo lo stesso spirito di fede secon-do ciò che sta scritto, ho creduto, per mezzo del  quale ho par-lato, e noi  crediamo,  per mezzo  del  quale   anche  parliamo, 
 poiché egli   ha risuscitato il Signore Gesù, e noi per mezzo di Gesù ci alzeremo e staremo in piedi Voi.    Poiché  ogni cosa  è 
per voi, affinché la grazia che è abbondata su molti,  abbondi il rendimento di grazie alla gloria di Dio.

VANGELO
MATTEO 22,  35 - 46

uno di loro, un dottore della legge, lo interrogò per metterlo alla prova:  «Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?».  Gli rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente.  Questo è il più grande e il primo dei comandamenti.  E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti». Trovandosi i farisei riuniti insieme, Gesù chiese loro:  «Che ne pensate del Messia? Di chi è figlio?». Gli risposero: «Di Davide».  Ed egli a loro: «Come mai allora Davide, sotto ispirazione, lo chiama Signore, dicendo:
 Ha detto il Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra,
finché io non abbia posto i tuoi nemici sotto i tuoi piedi?
 Se dunque Davide lo chiama Signore, come può essere suo figlio?». Nessuno era in grado di rispondergli nulla; e nessuno, da quel giorno in poi, osò interrogarlo. 

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